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Double #6Q alla bellissima Micol Ronchi

Micol Ronchi: attrice, showgirl, modella italiana e anche Playmate. Vi presentiamo una speciale Double #6questions.

© Serena Pirredda

Double #6Q alla bellissima Micol Ronchi

Attrice, Showgirl e modella italiana: lei è Micol Ronchi. Classe ’87 è tra i primi personaggi italiani ad essere una Playmate nelle prime edizioni di Playboy Italia. Nata a Monza, vive tra Roma e Milano e da qualche anno ha messo nel suo CV anche la Radio come Speaker Radiofonica. Siamo riusciti a contattarla e farle una speciale Double #6questions, ecco cosa ci ha raccontato.

Come hai iniziato la tua carriera e cosa consiglieresti alle ragazze che vorrebbero seguire le tue orme?

Iniziata puramente per caso, tipo film: ero in treno, stavo andando a Brescia per vedermi con un ragazzo che tra l’altro mai si presentò alla stazione e una truccatrice mi notò: tal Sonia, era seduta davanti a me e continuava a fissarmi. Alla fine mi si presentò esordendo con un “Sei bellissima, vorrei truccarti per farti fare delle foto.” Ancora oggi sono tra le foto più belle che ho.

Hai mai avuto proposte “indecenti” nel tuo lavoro?

Certamente, più di una. E ho anche subito molestie che se subissi ora non farei passare, mi rivolgerei alle forze dell’ordine immediatamente. Cosa che forse ore le modelle più giovani fanno. Ma allora si aveva la percezione che se denunciavi qualcosa o qualcuno la tua carriera, la tua vita e il tuo mondo sarebbe crollato. Avevo 21 anni, il fotografo che si permise di fare quello che fece non si pose nemmeno il problema se poteva o meno permettersi di fare quello che ha fatto. Agghiacciante.

Raccontaci la tua esperienza da Playmate…

La mia esperienza da playmate non ha fine. Una rimane playmate a vita. Come disse Hugh Hefner. Uomo meraviglioso che mi paragonò a Marilyn (lasciatemene vantare un pochino) e che quando è venuto a mancare ho pianto come una fontana.

Se dovessi scegliere un posto nel mondo dove vivere, dove vivresti?

Milano è la mia Milano. L’unica alternativa che vedo è Londra. O Toronto: a 16 anni ci sono andata da sola, la prima vacanza senza la mia famiglia. Meravigliosa. Fuori dal centro iniziavano oceani d’erba incredibili. E lo sguardo si riposava a guardarlo.


Micol Ronchi

Micol Ronchi – ph © Serena Pirredda


Cosa dovrebbe fare un uomo per conquistarti?

Adoro l’uomo in grado di guardare. L’uomo curioso, quello in grado di raccontare. Il silenzio è per i pigri e gli egoisti. E l’uomo in grado di condividere le sue passioni con me. Che sia il calcio o la musica. Certo se è la musica vince facile: la musica mi rende visionaria e più me ne danno da ascoltare, meglio è.

Chi ti ha sostenuto di più nelle tue scelte sia lavorative che personali?

Forse forse la venerabile Madre. Lei secondo me è “Coniglia honoris causa”.

Sei una speaker radiofonica e le musica dovrebbe fare parte del tuo mondo. Cos’è per te la musica?

La musica mi rende visionaria, mi spiego… Concepisco idee e mondi interi grazie alla musica, è una parte di me imprescindibile da me. Chi mi vuole deve accettare che non concepisco una viaggio senza una colonna sonora. Non concepisco praticamente nulla senza musica perché riesce a rendermi visionaria e riesce a rendermi quello che sono.

Co-Conduci “Rumors” su m2o con Fabio De Vivo. Com’è nata questa idea?

Bhe il direttore della radio, Fabrizio Tamburini, un bel giorno decide che era arrivato il momento di creare un programma su misura per me: qualcosa di caciarone e surreale. Dopo una profonda riflessione mi ha “abbinata” a Fabio, nella speranza che contenesse la mia follia di fondo. Mai idea fu più sbagliata e fortunata insieme: De Vivo se provocato è più “pirla” di me.

Se dovessi scegliere un uomo famoso anche della storia con cui spendere una notte, chi sarebbe?

Hugh Hefner. Avete presente il fascino, il carisma, il potere di guardare una donna e portarla a credere che i restanti 7 miliardi di persone sul pianeta non esistano? No, se non l’avete conosciuto lui non credo che abbiate presente cosa voglia dire. Peccato. Ma tranquilli, vi perdono.

Definisci ciò che per te è “sexy”.

L’immaginazione. La curiosità. La fantasia. La dedizione a qualcosa. La voce. Divento cretina quando ad un paio di occhi azzurri si accompagna una voce che considero bella.

Hai mai fatto una follia per amore, se sì, puoi raccontarcela?

Avevo diciannove anni. Credevo follemente nell’amore. Non ero ancora disincantata. Vivevo una relazione a distanza. Mi mancava immensamente. Gli ho scritto una lettera al giorno tutti i giorni. Ogni sette giorni gliele mandavo. Per un anno e mezzo.

Qual è la parte del tuo corpo che preferisci?

La bocca. Abbiate pazienza, c’è che paga per averla come la mia. Me ne vanto pure con arroganza.

Domanda Bonus e un po’ “spicy”… secondo te qual è la “ricetta” perfetta sotto le lenzuola?

Dunque: musica, fantasia, inibizioni fuori dalla porta della camera da letto, possibilmente chiuse in uno sgabuzzino, curiosità, fame. E la chimica che regna sovrano su tutto e tutti. Ma la chimica, è una botta di culo. Quindi forse in camera da letto ci metterei qualche quadrifoglio, un ferro di cavallo, un litro di acqua santa. Così, per scaramanzia.


Foto di: Serena Pirredda | MUA: Roberto Gilardoni | Location: STRAFhotel Milano | Giacca nera: Lakore Milano, Cappotto oro: Ultrachic Milano, Collana sulla schiena: Idris Guelai | Scarpe Rosse: Giordano Torresi | Scarpe Rosse verde acqua : laboutin


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