CULTURA

Daniele Daccò. Faccia a faccia con un Rinoceronte

Intervista a Daniele Daccò, scrittore promettente, nerd incallito e rinoceronte convinto.

È un tranquillo pomeriggio primaverile, in redazione c’è il solito fermento. Mi avvio verso l’ufficio del direttore per chiedergli un paio di cose.
“È in riunione” mi grida un collega mentre ingurgita una banana con avidità.
Mi allungo nel corridoio per sbirciare cosa succede in sala riunioni. Seduto di fronte al direttore un ragazzo abbastanza vistoso mi dà le spalle.

Torno di là, “Ma chi è quello in riunione?” “Un nerd” “Chi?”
 “Un nerd” mi ripete la mia collega sbuffando. 
“È contagioso?” replico con ilarità. Nessuno ride. Mi sorge il sospetto che ci siano altri nerd nella stanza, quindi taccio timidamente e mi rimetto a lavorare.

Dopo poco la porta della sala riunioni si apre e ne sguscia fuori un ragazzo corpulento. Con atteggiamento indifferente si avvia verso l’uscita, tenendo stretto in mano un sacchetto de La città del Sole. Cerco on-line, è un negozio di giocattoli per bambini, “Sicuramente sarà per un bambino nerd”, penso ritornando alla storia del contagio.
Soddisfatto, e convinto di aver compreso tutto, torno alle mie attività.

Dopo un paio di settimane vengo a sapere che Daniele Daccò, alias Il Rinoceronte, ovvero il Nerd, si occuperà di una rubrica sulla nostra rivista, Il corno del Rinoceronte. Ma siamo seri? Cosa c’entra con noi? Mi attacco di nuovo al web come una cozza, finché non mi sputa fuori che questo ragazzo, che tra due giorni compie trent’anni, ha già scritto quattro libri, gestisce una sua pagina Facebook con più di 35.500 fan ed è cofondatore e direttore di OrgoglioNerd, un portale d’informazione con milioni di lettori.
Nella mia testa esplode un’esclamazione che tradotta in termini “pubblicabili” potrebbe suonare come “caspiterina” o “perdindirindina”!

Leggo il primo pezzo della rubrica del Rinocerone. Esilarante. Caspiterina.
E quando il direttore mi chiede di intervistarlo, la mia curiosità prende il sopravvento.
Cosa si chiede a un nerd?
Munito di mascherina, sempre per la storia del contagio, entro in sala riunioni. 
Vuota. 
“Ma l’intervista?” Chiedo al direttore.
 “È telefonica”
. Tiro un sospiro di sollievo e, smascherato, lo chiamo.


SINTESI DI UN’INTERVISTA A UN RINOCERONTE NERD

PLAYBOY: Parlo con Daniele o con il Rinoceronte? Sono la stessa persona?

RINOCERONTE: La differenza è veramente poca in realtà, il Rinoceronte è il mio alter-ego, una sorta di pelle da supervillain da fumetti che indosso per affrontare i nostri lettori. Il Rinoceronte è sempre stato un po’ il mio soprannome e quando è diventato anche il titolo del mio editoriale su OrgoglioNerd si è presto trasformato in qualcosa di più, non solo una semplice mascotte, ma una nuova versione di me, forse con meno paure, grazie a lui ho abbattuto ostacoli che nemmeno potevo immaginare di affrontare. L’inizio di questa collaborazione con voi è un ottimo esempio di quello che intendo.


PLAYBOY: Come è nato questo personaggio e qual è il tuo progetto di scrittura?

RINOCERONTE: Il personaggio, il suo aspetto per lo meno, è nato grazie all’amico e collega Ivan Fiorelli, che sta cominciando proprio in questi giorni una nuova avventura con Bonelli. Ivan è un abile disegnatore e, quasi per scherzo, un giorno mi ha portato una mia versione “Rinocerontesca”, un buffo ragazzotto mezzo perissodattilo. Da allora abbiamo mantenuto la strada che Ivan ci ha indicato, attraverso fumetti, libri, giochi da tavolo. Fino a ora con Beatrice Bovo, che la sta portando avanti sulla rubrica di Playboy.
Nonostante il nome da “SuperCattivo” dei fumetti non ho un oscuro piano malvagio, faccio ciò che faccio perché mi rende felice. Il futuro è una sfida da affrontare ma anche da costruire, ora sto lavorando a diversi fumetti e a qualche libro, il segreto è la testardaggine!

PLAYBOY: Scrivi per un pubblico preciso?

RINOCERONTE: Cerco, almeno ci provo, di scrivere a livelli. I miei libri posso essere compresi e apprezzati da chiunque, anche da chi non si è mai avvicinato alla tradizionale cultura Nerd. Tuttavia se nutri passioni specifiche per fantasy, fantascienza, fumetti e affini potrai scorgere qualche sfumatura in più e magari ti capiterà anche di fare una risata che non ti saresti aspettato di fare.

PLAYBOY: Sei un Nerd?

RINOCERONTE: Io mi sento Nerd e questo tanto basta. Noi in redazione non crediamo che qualcuno possa dire a un altro se è Nerd oppure no, solo perché non ricorda quella particolare battuta, in quel particolare film, in quel particolare anno.
Se sei orgoglioso delle tue passioni e, nonostante tutti i potenziali ostacoli, le persegui, per me sei Nerd.


PLAYBOY: Che vuol dire essere Nerd oggi?

RINOCERONTE: Significa essere curiosi, non vergognarsi di ciò che si è, significa scambiare informazioni e non deridere chi ne sa qualcuna in meno di te. Nerd è cultura, un Nerd ha il potere, secondo me, di acquisire importanti lezioni di vita da opere che gli altri etichettano come “superficiali” come i fumetti, i libri o i film.
Viviamo in tempi meravigliosi, dove tutta questa cultura è alla portata di tutti e la cosa peggiore che tu possa fare è non divulgarla.

PLAYBOY: Cosa pensi di quelli che non sono Nerd?

RINOCERONTE: So che pare strano detto da uno che dirige una pagina che si chiama “OrgoglioNerd”, ma non ragiono per etichette, anche fra i Nerd io valuto persona per persona, proprio per questo noi, in redazione, non ci facciamo carico di etichettare chi è Nerd o chi non lo è, puoi saperlo solo tu.

PLAYBOY: Sei imprenditore di te stesso, nel tuo profilo su orgoglionerd.it c’è scritto che “se non trovi una strada te la crei”. Traduci.

RINOCERONTE: Esiste un gioco di carte fantasy chiamato Magic The Gathering, chi è più legato alla cultura Nerd di stampo classico sono sicuro che sa di cosa sto parlando. In tale gioco maghi, demoni e stregoni lottano sfruttando gli elementi per la supremazia sul tavolo da gioco. Tra le migliaia di carte ce n’è una che riporta una frase che mi ha sempre affascinato e ha influito sulla scelta del mio soprannome, e recita: “Il Rinoceronte è come l’amore, frettoloso e dalla vista corta. Se non trova una strada se la crea da solo”. Tale massima mi ha spronato in questi anni, niente è impossibile da raggiungere con la testardaggine.

PLAYBOY: Un consiglio ai giovani di oggi (nerd e non) che vogliono perseguire i loro sogni.

RINOCERONTE: Non mi sento abbastanza qualificato (e nemmeno tanto vecchio) per dare consigli agli altri, ho davanti a me migliaia di cose da imparare ancora e credo che questa sia una cosa fantastica, la scoperta, non trovate? Il giorno in cui mi sederò e penserò qualcosa tipo “ok, adesso sono soddisfatto”, sarà un fallimento.

PLAYBOY: Come definiresti il sesso in termini nerd?

RINOCERONTE: “Uso Palla di Fuoco. Tiro per i danni?”

PLAYBOY: Tutte le storie di cui parli nella rubrica sono autobiografiche?
Chiedi sempre il permesso alle donne di cui parli prima di raccontare una storia?

RINOCERONTE: La risposta è “sì”. Me lo hanno chiesto in molti anche su OrgoglioNerd. I pezzi comici della mia rubrica su Playboy, il Corno del Rinoceronte, non sono inventati, sono romanzati ovviamente, ma non inventati.
 Ed è questo il punto, come potrei parlare di sessualità dal punto di vista Nerd, cercando di trasmettere qualcosa anche, inventando? La domanda che viene posta subito dopo ha la medesima risposta: sì, la ragazza in questione, ovviamente, ha letto l’articolo prima che lo pubblicassimo, è morta dalle risate e si è anche un po’ commossa.
 Tutti i numeri della rubrica saranno sempre visionati dalla ragazza coinvolta e parleranno di “fatti realmente accaduti” (leggetelo con la voce di Bagatta di Real TV)

PLAYBOY: Come reagiscono all’idea che la loro intimità anonima sia riportata su carta?

RINOCERONTE: Il fatto che abbiano scelto di essere mie partner denota che abbiano un enorme senso dell’Humor. Perciò non hanno avuto problemi a condividere con altri le situazioni più divertenti legate alla nostra intimità. Ed è proprio il punto della mia rubrica, non c’è vergogna in qualcosa che facciamo tutti, e che piace fare a tutti.

PLAYBOY: Ma quindi i nerd non fanno sesso solo con altri nerd?

RINOCERONTE: No, altrimenti la specie si estinguerebbe. Scherzi a parte ci sono molti ragazzi e molte ragazze che trovano che essere stimolati intellettualmente prima di ogni altra cosa sia essenziale e ai Nerd, almeno in senso classico, questo riesce benissimo.

PLAYBOY: Cosa dobbiamo aspettarci da questa rubrica?

RINOCERONTE: Divertimento, qualche riflessione e magari un po’ di relax. Non quel tipo di relax che nasce dal non fare niente o dal non pensare, quel tipo di relax che scaturisce da un pensiero libero, senza etichette, dogmi e paure.

PLAYBOY: Un aggettivo Nerd per Playboy?

RINOCERONTE: Un aggettivo non lo so, ma credo che se avesse le fotografie incantante come quelle dei giornali dell’universo di Harry Potter ci sarebbe un’impennata di vendite.


Questo è, più o meno, Daniele Daccò. Ma per capirlo davvero bisogna leggere i suoi divertentissimi testi e lasciarsi trasportare dalla sua pungente ironia, che come un’affascinante signora ti intriga e ti diverte, che tu la capisca o meno.

A questo punto non ci resta che leggere il suo primo racconto…!

A proposito, stavo per dimenticare la nota dolente di questa vicenda. Navigando nelle pagine del profilo Facebook de Il Rinoceronte, mentre ridevo per alcune battute di questo insolito personaggio, è emerso un fatto sconvolgente: alcune di quelle battute, le avrei fatte anch’io nello stesso identico modo.
Cosa vorrà dire questo? Sono diventato un Nerd? L’avevo detto che era CONTAGIOSO!

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