SCIENZA

Energia verde: arrivano le batterie al rabarbaro

Ecco come accumulare energia rinnovabile: inventate ad Harvard le batterie al Rabarbaro

“Due mele, una lattuga, mezzo chilo di cetrioli e un paio di batterie al rabarbaro.” Non è uno scherzo! Stavolta non si tratta di farci una marmellata, il rabarbaro verrà impiegato per uno scopo molto meno calorico: energia rinnovabile. Il problema delle energie di questo tipo, si sa, è che non è possibile accumularle; se il sole non splende e il vento non spira se ne produce troppo poca! Per ovviare a questo problema l’Università di Harvard ha sviluppato una tecnologia, messa a punto dai ricercatori di Roma (Università Tor Vergata e Fondazione Bruno Kessler di Trento). Questa tecnologia sfrutta il Chinone, una molecola estraibile dal rabarbaro (e da tutte le altre piante) durante la fotosintesi, che viene immagazzinata chimicamente nelle batterie, all’interno di serbatoi pieni di una soluzione ricca di elettroliti, che intrappolano le cariche elettriche. Questa piccola “erbacea perenne”, dunque, oltre alle sue già note proprietà (digestiva, depurativa, antisettica) è anche in un certo senso “energetica”. A questo punto non possiamo che eleggere il rabarbaro “Pianta dell’anno”!

Previous post

Wta Finals: Hingis e Mirza conquistano il titolo

Next post

Le Streghe di Halloween - Parte seconda