CURIOSITÀ

Il Punto-G siamo noi!

Le donne non conoscono le proprie parti intime, ecco come aiutarle a scoprirsi.

Quando si parla di prestazioni è sempre l’uomo che ci va di mezzo. “Troppo, troppo poco, troppo presto, troppo tardi…” ma è mai possibile che le colpe stiano sempre tutte nelle mani dei poveri maschietti? Abbiamo fatto una piccola ricerca e abbiamo scoperto che il problema delle donne, di molte di loro almeno, non siamo noi povere cavie sessuali, ma sono (udite udite) le donne stesse. Proprio così, a quanto pare la società maschilista ha prodotto uomini sempre più consapevoli di se stessi, e dei propri difetti, e signore che non sanno neppure com’è fatta la propria amichetta (e diffidate dalle “tigri del materasso” perché spesso la loro è solo una copertura). Proprio così, molte donne non hanno neppure mai visto la propria vagina, e alcune di loro addirittura impallidiscono di fronte al termine, motivo per cui abbiamo deciso di ripeterlo con insistenza in questo articolo. VAGINA. L’autoerotismo non è certo un obbligo, ma l’ignoranza di alcune donne riguardo alla propria VAGINA comporta diversi problemi anche durante i rapporti di coppia. La “Perfezione” dell’intesa è data dalla conoscenza che i partner hanno l’uno dell’altro. Le zone erogene in una donna sono tantissime, dalla VAGINA (vulva, clitolide ecc.), al seno, al viso, ai capelli, alle gambe, ma queste zone non sono uguali per tutte. Per questo può capitare che infilare la lingua in un orecchio a una donna equivalga a infilarle una piuma nel naso, così come qualcuna può non amare le carezze al seno. Insomma, tutto è molto soggettivo, ma se una donna non conosce neppure la propria VAGINA come farà a dire al proprio partner come portarla al piacere? È qui che entriamo in scema noi, noi maschietti intendo. È nostro compito, in quanto depositari di un sapere del “fai da te” millenario, guidare le dolci pulzelle nell’arte del piacersi. Parlare a una donna della sua VAGINA, per esempio, dopo qualche resistenza iniziale può farla cadere nelle vostre braccia. Abbondate nei complimenti, “Amo la tua VAGINA” in modo che la vostra donna scopra una parte di sé molto sensuale e la viva con consapevolezza, perché è proprio la consapevolezza che vince i tabù. Riguardo al “toccare” non fate inutili voli pindarici, la cosa migliore è chiedere, scoprire insieme “Dove ti piace, come ti piace…”. Aiutatela anche a sfatare il mito del punto G: molte donne soffrono il fatto di non raggiungere l’orgasmo VAGINAle (e per questo ringraziamo l’amico Freud), ma chiaritele una volta per tutte che l’orgasmo clitorideo è il non plus ultra, anzi molte tesi contemporanee sostengono che quello VAGINAle non esista affatto e sia comunque frutto di una stimolazione esterna. In poche parole il Punto-G siamo noi, o meglio siamo noi a fare la differenza. Credeteci, se aiutate una donna a scoprirsi, a scoprire il proprio piacere, vi sarà devota per sempre, nel bene e nel male. Buon divertimento e che la ricerca abbia inizio. E a proposito…VAGINA!

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