CURIOSITÀ

Una brutta giornata (il pessimismo) – Parte prima

Pessimismo o Ottimismo? Ecco cosa succede quando vediamo il bicchiere mezzo vuoto.

Certe giornate iniziano male: piove, due gocce d’acqua paralizzano il traffico, i clacson suonano all’impazzata e noi abbiamo quella riunione… no, non arriveremo mai in tempo. Entriamo in ascensore che siamo per metà bagnati dalla pioggia e per metà sudati per la corsa, la camicia si è sgualcita e i capelli, che ormai sono sempre più radi per lo stress, sono fuori controllo. Entriamo in sala riunioni scusandoci per il ritardo, il capo si gira dall’altra parte e noi ci convinciamo che si è “incazzato”, allora per riparare proviamo a intervenire, ma diciamo delle baggianate, era meglio stare zitti. Aspettiamo ancora, poi interveniamo di nuovo, altra baggianata, sprofondiamo nel silenzio. Finalmente è ora di pranzo abbiamo bisogno di qualcosa per risollevarci il morale: un panino hamburger, prosciutto, bacon, cipolla, insalata, pomodori, cetrioli, patatine e molta maionese… il cibo ci farà sentire meglio.

Handsome Man eating Cheeseburger

Uno spruzzo di maionese scivola dall’altro lato del panino, stiamo letteralmente divorando il pasto, quindi non ce ne accorgiamo, cade. Eccola lì la malefica salsa, proprio sul cavallo dei pantaloni nuovi (ca……)! Prendiamo un fazzoletto e cerchiamo di toglierla, ma strofinando oltre alla macchia restano anche dei pallini di carta. Torniamo in ufficio, appena entriamo percepiamo che tutti guardino proprio in quel punto incriminato. “Mi sono sporcato mangiando” diciamo senza che nessuno ce lo chieda, gli altri si girano dall’altra parte, ci pare che siano disgustati. Ci immergiamo nel lavoro, decisi stavolta a portare a casa il risultato. A un certo punto squilla il telefono, è lei, la moglie. Ci dice che non ha tempo di fare la spesa e che ci tocca uscire prima per farla noi. Proviamo a spiegarle che non possiamo, che la giornata è stata un disastro, ma a quanto pare anche la sua non è andata a meraviglia. In poche parole, se ne frega. Ci rimettiamo a lavoro, ma abbiamo perso la concentrazione. Il capo cammina nel corridoio, infiliamo la testa nel computer per par finta di essere sommersi dal lavoro. Entra proprio nel nostro ufficio, ci guarda compiaciuto, noi alziamo la testa verso di lui e.. no, questo no. Un piccolo episodio di aerofagia, causato dal panino indecente ingurgitato di fretta e furia fa comparire una smorfia di disgusto sul viso del capo, che gira le spalle e se ne va. Non ci voleva, ormai è andato tutto a farsi…! Mentre ci crogioliamo nella disperazione ci arriva un sms con la lista della spesa… un chilometro di lista. Usciamo dall’ufficio, piove ancora, il traffico è peggio che al mattino. Mentre guidiamo proviamo a rispondere alle mail, anche se è pericoloso usare il cellulare alla guida, noi abbiamo delle priorità, il lavoro prima di tutto. Dopo un’ora e venti di coda lasciamo la macchina nel parcheggio del supermercato, impieghiamo un po’ a trovare posto, questo non promette bene. Avevamo ragione, passiamo un’ora tra gli scaffali e la cassa. Finalmente arriviamo a casa, apriamo la porta e… la tragedia prende vita! La nostra dolce metà sembra uscita da un film di Dario Argento: capelli sfatti, viso contorto, espressione agonizzante, tuta ascellare.

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“Cosa ti è successo?” “Ho avuto una brutta giornata, perché me lo chiedi?” “No niente, così” “Mi stai dicendo che sono orrenda?” “No, assolutamente” “Sì, volevi dire questo… Sei un marito terribile, tu non mi capisci, ho avuto una giornataccia e tu torni e mi dice che sono un cesso” “Non ti ho detto questo” “Sì, lo hai detto, ti odio” Sta piangendo… è finita. Sistemiamo la spesa nel frigorifero, da soli, mangiamo un toast, da soli, e soprattutto andiamo a letto… da soli! Questa giornata è iniziata male ed è finita peggio, ma ci convinciamo che non poteva andare altrimenti…. o forse sì?

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