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CINEMA

Cinema: programmazioni di giovedì 25 gennaio

Diversi i film in programma al cinema questo giovedì 25 gennaio, pellicole davvero interessanti che ci faranno rimanere incollati al grande schermo.

Cinema: programmazioni di giovedì 25 gennaio

Diversi i film in programma al cinema questo giovedì 25 gennaio, pellicole davvero interessanti che ci faranno rimanere incollati al grande schermo.


Partiamo con L’uomo sul treno – The Commuter (The Commuter) un film diretto da Jaume Collet-Serra.

Michael è un pendolare venditore di assicurazioni, che ogni giorno per recarsi al lavoro prende da anni lo stesso treno. Proprio su quel treno conosce Joanna, una donna apparentemente inoffensiva che dopo aver parlato con lui, gli propone una sorta di “gioco”: scoprire l’identità di un passeggero che non dovrebbe assolutamente trovarsi su quel treno. Michael, all’inizio incuriosito, si mette alla ricerca di quest’ultimo, ma presto capirà che non si tratta di un semplice “gioco”, bensì di un complotto che potrebbe mettere a repentaglio la sua vita e quella di tutti gli altri passeggeri.



Chiamami col tuo nome” del grande regista italiano Luca Guadagnino.

Un film ambientato durante la calda estate del 1988 sullo sfondo della riviera ligure, il romanzo è il racconto struggente del rapporto di amicizia e amore che nasce tra due ragazzi e che li accompagnerà negli anni a venire. Elio Perlman, diciassettenne ebreo italiano, musicista e molto maturo per la sua età, è figlio di un professore universitario che ogni anno accoglie nella sua casa sul mare uno studente impegnato nella lavorazione della tesi di post dottorato. Oliver, ventiquattrenne ebreo statunitense, conquista subito la famiglia e la gente del posto con la propria bellezza e simpatia e coi suoi modi bruschi e americani. Elio se ne innamora pressoché immediatamente e dopo un gran numero di gentilezze e incomprensioni reciproche, i due giovani si lasciano trasportare dalla passione, che vede il suo culmine nei pochi giorni trascorsi assieme a Roma, prima del ritorno di Oliver in America. Negli anni e nei decenni successivi i due torneranno a incontrarsi, ogni volta incapaci di esprimere a parole quell’esperienza breve ma di un’intensità unica e insuperabile che li ha legati per sempre.



Downsizing – Vivere alla grande (Downsizing) è un film del 2017 co-sceneggiato e diretto da Alexander Payne ambientato in un futuro distopico.

La pellicola è stata selezionata in concorso per la 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove è stato anche il film d’apertura. Paul e Audrey Safranek si trovano sempre più in difficoltà economica, anche a causa della crisi che ha colpito l’America e tutto il mondo. Il loro futuro si prospetta piuttosto grigio, fino a quando non incontrano alcuni amici di un tempo ad una cena; amici che sono stati rimpiccioliti la metà della metà di quanto fossero precedentemente. Questi raccontano la loro nuova vita ‘small’, molto più benestante e serena. Vivono in una cittadina creata su misura, abitata da tutti gli americani che hanno deciso di subire lo stesso intervento; non conoscono criminalità o crisi alcuna e inoltre il loro impatto sull’ecosistema è notevolmente ridotto, dato che i rifiuti che producono sono pochissimi rispetto a quelli di un umano di taglia normale. I Safranek scoprono quindi che nel mondo si è giunti ad una importantissima scoperta scientifica, in grado di rimpicciolire l’essere umano, sia per ridurre i consumi in un mondo che si sta distruggendo poco a poco, sia per poter affrontare con più tranquillità e ricchezza il futuro. I coniugi decidono di sottoporsi all’intervento irreversibile, ma qualcosa va storto.



Made in Italy scritto e diretto da Luciano Ligabue. Terza regia del cantautore di Correggio, è interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

Riko ha 50 anni, è nato e cresciuto in una cittadina emiliana: è operaio nel salumificio dove lavorava suo padre, e ha sposato, molto giovane, Sara, una parrucchiera. È un uomo onesto, vive di un lavoro che non ha scelto, nella casa di famiglia che riesce a mantenere a stento, ma anche se fa una vita preimpostata, seguendo i dettami della società, può contare su un gruppo di amici veri e su una moglie che, tra alti e bassi, ama da sempre. Suo figlio è il primo della famiglia ad andare all’università. È però anche un uomo molto arrabbiato con il suo tempo, che sembra scandito solo da colpi di coda e false partenze. Quando perde le poche certezze con cui era riuscito a tirare avanti, la bolla in cui vive si rompe e Riko capisce che deve prendere in mano il suo presente e ricominciare, in un modo o nell’altro. E non darla vinta al tempo che corre.



Edhel con la regia di Marco Renda

Edhel è una bambina nata con una malformazione del padiglione auricolare che fa apparire le sue orecchie “a punta”. Affronta il disagio chiudendosi in se stessa e cercando di evitare qualunque rapporto umano che non sia strettamente necessario. La scuola e i compagni, per lei, sono un incubo. L’unico posto in cui si sente felice è il maneggio in cui Caronte, il suo cavallo, la aspetta tutti i pomeriggi così come faceva con suo padre prima che morisse in un incidente di gara. Edhel vive con la madre Ginevra. Il rapporto tra le due è difficile e conflittuale. Ginevra preme perché la figlia si operi, correggendo quel difetto che la separa da una “normalità” convenzionale. Lo desidera per il bene della figlia, affinché possa essere felice come le sue coetanee. L’incontro con Silvano, il bizzarro bidello che inizia Edhel al mondo del fantasy, convince la ragazza della possibilità che quelle orecchie siano il chiaro segno della sua appartenenza alla nobile stirpe degli Elfi. Da quel momento in poi, Edhel inizierà a credere nella magia di poter essere finalmente se stessa.



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