CINEMA

Giordano de Plano. Il fascino del male.

Intervista all'attore Giordano De Plano. Poliziotto di Squadra Antimafia e molto molto altro.

Per la maggior parte di noi è Sandro Pietrangeli, il poliziotto buono di Squadra Antimafia, ma trasformarsi in un cattivo era qualcosa che covava dentro da tempo.

PLAYBOY: Giordano, sei felice?
DE PLANO: Adesso sì, perché sto parlando di quello che amo fare. Magari finita l’intervista non più. La felicità è un’arma a doppio taglio. Se tenti di conquistarla magari finisci per deprimerti.

PLAYBOY: Innamorato?
DE PLANO: Del mio lavoro tantissimo.

PLAYBOY: Non era quello il senso della domanda…
DE PLANO: Lo so. Ti ho risposto.

PLAYBOY: Fino a sedici anni disegnavi fumetti, poi cos’è successo?
DE PLANO: Ho disegnato fino al diploma, frequentavo l’istituto tecnico di cinematografia a Roma. Il mio attestato recita: tecnica di animazione, cartoni animati. Un film mi ha folgorato: Quel pomeriggio di un giorno da cani con Al Pacino e poi un incontro, quello con il professore di storia del cinema, Enzo Civita. Aveva un passato da regista alle spalle, tanto da insegnare, e un debole per Marlon Brando. Continuo a disegnare con il mio corpo e ho sostituito il foglio bianco con le pellicole.

PLAYBOY: Hai recitato in “Gente di Roma”. Che vuol dire essere diretti da Ettore Scola?
DE PLANO: Era uno di quelli che ti dava il suo punto di vista non dimenticando mai quale era la realtà. Lavorare con lui è stato meraviglioso: prima di quel ciak abbiamo fatto diversi spettacoli a teatro, era il diretto- re artistico, erano i tempi de Il piccoletto di Roma. All’epoca per pagarmi i corsi di recitazione facevo il cameriere e in Gente di Roma interpretavo proprio un cameriere. Alla seconda prova mi disse di essere più disinvolto tra i tavoli, io che lì ero di casa. Mi diede una lezione per la vita: voleva qualcosa che fosse verosimile. A lui che io fossi un cameriere nella vita non importava. “Non la realtà ma la verosimiglianza”, mi disse. Sul set con noi c’era anche una disegnatrice: faceva le vignette e io mi sentivo in un film di Fellini.

PLAYBOY: Subirra, La grande bellezza… Roma è quella roba li?
DE PLANO: Per come la vedo io è più Suburra, indipendentemente da chi ha girato cosa. E poi ho un debole per Sollima e per i suoi film. La grande bellezza è Roma filtrata dagli occhi di Sorrentino, una sua proiezione, Suburra è più vicino alla realtà. Se mi chiedessero con chi vorrei fare un film la risposta sarebbe Sollima.

"Sguardi d'Attore. I volti di Rai Cinema" Ritratto di @stefanoguindani #SguardidAttore

Una foto pubblicata da Giordano De Plano (@giordano.deplano) in data:


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When I was blind. #Tiresia #antigone pic by Barbara Ledda

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