MUSICA

Bombino. La voce del deserto

Intervista al Jimi Hendrix del Niger, Goumar Almoctar, in arte Bombino.

Per la stella del desert blues Goumar Almoctar, in arte Bombino, il terzo album, Azel, conferma il successo mondiale dei precedenti. Forte delle calde sonorità della sua terra, dei suoi testi malinconici e sociali, delle aperture al tocco “occidentale”, Bombino si impone nel panorama musicale con la sua bravura, l’originalità e un’incredibile cifra umana. Da convinto interprete della cultura Tuareg e allo stesso tempo cittadino del mondo, quello che Bombino trasmette è un profondo spirito di protezione dell’identità del suo popolo e della sua anima, ma anche un chiaro messaggio di speranza per una modernità e un’integrazione autentiche, serene e solide. Dal deserto del Niger all’Africa tutta, fino agli Stati Uniti e all’Europa, la fama della sua voce e della sua chitarra rende Bombino una delle affermazioni più eclatanti degli ultimi anni. In questo delicato periodo storico lo strabiliante consenso del pubblico e della critica pare essere uno splendi- do segnale di quanto la musica, con il suo linguaggio universale, possa svolgere un ruolo importante di conoscenza, rispetto e comunicazione tra luoghi e impronte diversi. Azel nella lingua nativa di Bombino, il Tamasheq, significa tanto radici quanto rami dell’albero, straordinaria sintesi di una visione globale che non travolga né annienti le ricchezze e le peculiarità delle tradizioni e delle realtà locali. Reduce dalle tappe americane è attualmente impegnato in una serie di concerti in Italia.

PLAYBOY: Malinconia, calore, colore sono perfetti ingredienti delle note blues e, ancor più, desert blues. Ma quanto ai contenuti la tua musica sembra esprimere più di tutto un’identità culturale e una ricerca di modernità e apertura che rispetti però le peculiarità, i luoghi, le anime diverse. Cosa ti ispira e a cosa aspiri?
BOMBINO: Sono ispirato da tutto ciò che amo: mia moglie, i miei figli, il mio Paese, il grande deserto del Ténéré, i Tuareg, le persone, l’amicizia e la comunità. Queste sono le gioie e le ispirazioni della mia vita e della mia musica. Il mio scopo principale è quello di dare gioia a coloro che mi ascoltano. Semplicemente questo. Faccio musica per esprimere ciò che è nel mio cuore, ma soprattutto per ispirare i cuori di quanti mi seguono. Inoltre, è importante per me che rappresenti positivamente il popolo Tuareg in tutto il mondo.

PLAYBOY: Porti ovunque in tour un po’ di atmosfera del deserto e della tua storia. Vivi questo come un’opportunità, un privilegio o una responsabilità?
BOMBINO: È tutte e tre queste cose. Ogni palco sul quale salgo rappresenta per me una grande opportunità di con- dividere la mia musica. Ma è anche un privilegio, ho sofferto molto nella mia vita e non ho mai dimenticato che grande fortuna sia quella di essere liberi e di guadagnarsi da vivere per la propria famiglia facendo qualcosa che ti piace, questo è un dono molto prezioso. Infine, è anche una responsabilità, perché la mia voce rappresenta il popolo Tuareg.


PLAYBOY: Il tuo successo mondiale è una grande speranza. Non solo per il popolo Tuareg. Oggi più che mai avremmo tutti necessità di conoscerci e mescolarci senza annientare le identità. Credi sia possibile? E quanto possono contare le voci di artisti come te?
BOMBINO: Concordo al cento per cento. L’arte è una parte importante di ciò che ci rende umani, una parte importante dell’identità di ogni persona. Quando si parla di umanità e identità di persone diverse, la musica diventa il linguaggio che usiamo per comunicare gli uni con gli altri.

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