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Omer Bhatti

MUSICA

Music Interview Omer Bhatti

Massimo Masini intervista, e scatta, Omer Bhatti

Music Interview Omer Bhatti

Qualche anno fa mi trovai a dover realizzare un servizio fotografico con un personaggio che, seppur allora non famosissimo, ritenevo davvero interessante e dalle notevoli doti artistiche. Sapevo che da bambino partecipò al programma TV “Bravo Bravissimo” condotto da Mike Bongiorno e che aveva vissuto tutta la sua vita a fianco di Michael Jackson. Quando lo incontrai la prima volta a Roma capii subito che saremmo diventati buoni amici. La mia professione mi porta ad incontrare moltissime persone dalle caratteristiche e personalità più disparate ho, dunque, affinato un certo sesto senso nel farmi una rapida idea di chi mi trovo di fronte. A conferma di questo io ed Omer siamo diventati ottimi amici, come lui spesso dice “soul brothers”.

“È COME SE QUEL GIORNO FOSSI MORTO CON LUI E POI SIA RINATO”. ESCLUSIVO COLLOQUIO FRA IL FOTOGRAFO MASSIMO MASINI ED IL FIGLIO SPIRITUALE ED ALLIEVO DI MICHAEL JACKSON, OMER BHATTI

Da allora abbiamo passato così tanto tempo insieme tra collaborazioni, servizi fotografici e momenti di svago che ci sembra di conoscerci da secoli. Oggi scatto con lui questo servizio esclusivo per Playboy Italia. Ci troviamo in un magnifico tratto di foresta norvegese. Ho pensato che questa fosse la giusta location per raccontarlo oggi. Per lui tutto il mondo circostante in particolare pubblico e media, hanno rappresentato un po’ una foresta con tutte le sue insidie, i suoi aspetti più duri e quelli più dolci e magici, quegli aspetti propri e caratteristici della natura. Lui si è destreggiato in questo non semplice contesto da sempre, contestualmente alle dinamiche della complicata vita di una star come Jackson dalle vicende della sua vita fino alla morte ed oltre.

OMER: Massimo è grandioso trovarci a parlare io e te in questa occasione in un posto come questo. Ti conosco ormai da parecchio tempo e so che la tua anima, il tuo modo di vivere la vita è molto simile al mio. Noi siamo due lupi. Il lupo è un animale solitario, riflessivo e leale. Ad eccezione della regola non facciamo “branco” ma abbiamo amici speciali e fidati.

MASINI: È così… Come ti senti oggi nel “mondo”?

OMER: Mi sento bene, sempre facendo riferimento al mondo animale, mi sento un po’ come un camaleonte, posso acquisire i “colori” dei posti dove vivo. Mi adatto, so come farlo mantenendo ovviamente la mia personalità. È una dote che ho saputo sviluppare ed acquisire con il tempo e con l’esperienza. Bisogna essere forti e sensibili per farlo… Sono un lupo vulnerabile ma la vulnerabilità ci rende forti. Mi alterno tra una vita socialmente “normale” ed una per così dire “high class”

Come ti senti di essere cambiato da qualche anno a questa parte?

In realtà io suddivido la mia vita in due distinte vite…

Omer Bhatti

Omer Bhatti

Immagino che tu ti riferisca alla morte di Michael

Si Massimo, infatti. È come se quel giorno io fossi morto con lui e poi sia rinato. È molto raro che io ne parli ed il fatto che io lo abbia sempre fatto con te non è casuale. Io e te ci siamo conosciuti in un momento molto importante e delicato della mia vita. Ma le mie “due vite” distinte, come dicevo, dipendono anche dall’aver vissuto una parte della mia vita in un modesto sobborgo Norvegese e l’altra in giro per il mondo con la più grande delle star della musica.

Sai che io e te non parliamo quasi mai di Michael, primo perché so e sento quanto per te sia ancora doloroso farlo poi anche perché sento che lui ormai è davvero parte di te… quindi parlarne è addirittura superfluo… Non so se mi sono spiegato…

(Non mi fa neanche finire di parlare, ndr) È proprio così Massimo, spessissimo la gente, i giornalisti mi domandano di Michael come qualcuno a cui ho fatto e faccio riferimento. Prima lui era la mia guida, il mio mentore, il mio riferimento… oggi lo è ancora… ma in modo diverso, lui è parte di me è come se io lo avessi acquisito come una parte di me… forse questo è il senso della vita…

Subito dopo la scomparsa di Michael sei stato un po’ al centro dell’attenzione dei media mondiali… Cosa ti ha dato, e ti da, più fastidio di questa attenzione?

Posso comprendere la curiosità della gente ma la gente dovrebbe comprendere i limiti della curiosità. I media e le persone si soffermano sempre nel voler classificare per forza il mio rapporto con Michael. Michael per me era “Michael” questo è tutto. Le persone dovrebbero riuscire ad abbandonare quella curiosità che spesso spinge a trovare verità o spiegazioni che, anche se trovate, cambiano ben poco le cose.

Te lo chiedo oggi per la prima volta perché credo di conoscere già la tua risposta… cosa ne pensi dell’appellativo “King of Pop”? (sorrido)

(sorride) Non sono un fan di questo “titolo” per il semplice fatto che era molto di più del Re del pop.

Omer Bhatti

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Ho sempre pensato che conoscere le persone da bambini ti dia la possibilità di conoscere la pura essenza delle persone… come eri da bambino?

Ero iperattivo. Ho praticato tantissimi sport, tutti quelli più comuni… pallacanestro, arti marziali, nuoto, corsa… A proposito i miei eroi erano Carl Lewiss e Michel Johnson. Ero bravissimo in tutti gli sport perché ero molto minuto rispetto agli altri quindi ero pieno di grinta per affermarmi per essere rispettato. Ero molto competitivo con gli altri, oggi lo sono con me stesso. La cosa curiosa è che quando provai con il calcio mi rivelai una vera frana… Quando entro in contatto con la palla per me è istintivo usare le mani. È come ballare. Quando ballo spesso idealmente tengo in mano una palla come i giocatori di basket. A volte ballo con una sorta di “sfera di energia” tra le mani.

Come e quando hai cominciato a ballare?

Dopo aver praticato tutti questi sport fu una cosa istintiva e naturale, anche se prima molto più di ora era vista come una cosa un po’ da ragazze. Ricordo che la mattina mia mamma mi svegliava, mi preparava la colazione e poi usciva per andare a lavorare ed io avevo esattamente 15 minuti di libertà durante i quali guardavo VHS “studiando” video clip, coreografie, concerti. Usavo compulsivamente Pausa e Play per copiare ogni singolo passo e particolare. Ero concentratissimo. Una cosa folle un vero “studio”. Così alla fine ho cominciato a ballare sul serio e sono diventato noto in Norvegia, una specie di bambino prodigio (sorride). Ma in realtà per me la danza era una sorta di meditazione e grande terapia.

Parecchia gente in Italia si ricorda di un bambino che si esibì a Bravo Bravissimo lasciando tutti a bocca aperta. Quel bambino eri tu… Com’è capitato?

Si ero io (sorride). Un giorno qualcuno disse a mia madre che avrei potuto rappresentare la Norvegia in un programma TV italiano. Mi preparai in una settimana, fu molto dura. Ho un bellissimo ricordo di quell’esperienza. Posso dire sia stata la mia prima volta su un palco importante.

MI SENTO UN PO’ COME UN CAMALEONTE, POSSO ACQUISIRE I “COLORI” DEI POSTI DOVE VIVO.

Spesso abbiamo parlato circa il tuo trascorso artistico e del fatto che non ti piacciano più certe cose che hai fatto. Anche questa cosa per certi aspetti ci accomuna. Cosa ne pensi del tuo passato artistico?

Se mi volto spesso vedo un Omer che oggi non sono più, musica in cui non mi riconosco più… ma rifarei tutto perché considero ogni cosa come il gradino di una grande scala che mi ha portato a come sono oggi e come sono oggi tutto sommato mi piace.

So che il tuo prossimo progetto è molto speciale per te.

Si, infatti è appena uscito il mio nuovo singolo “Automatic” il cui video è stato girato a Los Angeles ed è il primo progetto prodotto da Prince Jackson con la sua nuova società di produzione King-Sons Production. Anche qui ricorrono le mie “due vite” Prince per me è come un fratello più piccolo, gli ho insegnato molte cose, gli ho cambiato i pannolini, gli ho dato le pappine, oggi è stato il mio producer. Il ciclo della vita…

In passato sei stato legato ad etichette musicali, poi hai deciso di autoprodurti.

Si Massimo, come ti ho detto prima mi sento un po’ un lupo senza branco… Ho bisogno di esprimermi liberamente e di crederci senza dover troppo sottostare a certe “regole di mercato”.

Credits

foto MASSIMO MASINI – assistant STIG ARK – makeUp SHAISTA HELEN BHATTI (BeautyFix) – styling REBECCA LAUCHENAUER & EMILIE TORSTENSEN

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