MUSICA

Tutti pazzi per la Radio con Stefano Bragatto

Con Stefano Bragatto, Direttore di Radio Monte Carlo, sul presente e il futuro di quello che rimane forse il più vivo e vivace dei mass media, anche grazie a tutte le nuove opportunità offerte dalle piattaforme online.

Nel nostro Paese forse nessuna stazione radiofonica (nemmeno quelle nazionali) ha avuto importanza per la cultura musicale come Radio Monte Carlo: fruibile da tutta la penisola ma esterna alle logiche delle radio statali permetteva di ascoltare musiche che nella Rai (prima dell’avvento delle radio private) erano completamente assenti. Anche la censura, quasi inesistente nella radio monegasca, permetteva di ascoltare canzoni e testi che i rigidi censori italiani non avrebbero mai permesso di andare in onda. Negli ultimi anni, accorpata a Radio 105 e Virgin Radio forma una triade ricca di offerte differenti e panorami multiformi. Abbiamo intervistato Stefano Bragatto, Goriziano ora trapiantato a Montecarlo, incaricato da pochissimo di occuparsi della direzione dei programmi di RMC.


Stefano Bragatto, intanto complimenti, un giovanissimo direttore, 43 anni.

Ho iniziato giovanissimo, avevo solo 14 anni quando sono entrato per la prima volta in un programma radiofonico. Parallelamente al mondo della radio ho continuato comunque gli studi e mi sono laureato all’Università di Trieste in Farmacia ma durante il fine settimana vivevo le radio locali del Friuli Venezia Giulia.

Poi nel 2001 arrivi a RMC…

Si, mandai alcuni demo vocali dei miei programmi nelle radio locali che mi portarono ad avere un colloquio e poi mi hanno chiamato per iniziare questa bellissima avventura.

E ora la responsabilità della linea del palinsesto.

Sì, beh ovviamente la linea viene decisa assieme al nostro editore che di radio ne sa, ma comunque ora ci stiamo circondando di nuovi stimoli, nuove idee perché ormai c’era forse bisogno di una novità.

In che direzione state andando?

Al momento stiamo decidendo, buttando giù a tavolino, questa strategia vincente, poi sullo specifico mi riservo di mantenere il mistero (ride); comunque sicuramente abbiamo fatto un restyling che sarà fedele alla autorevolezza e al prestigio di un marchio come RMC che è forse il brand più riconosciuto nella nazione, anche per la storia che ha avuto.

Secondo te ora c’è un secondo rinascimento radiofonico?

Mah, da quello che ho visto non si può parlare di rinascimento perché non ha mai avuto davvero un calo. La radio rimane sempre un mezzo vivace, vivo, che nonostante le varie piattaforme online si sta adattando davvero bene al contesto. 38 milioni di italiani ogni giorno lo scelgono proprio perché tutto sommato riescono a sentirla ancora molto vicina e molto intima.

Stefano Bragatto
Stefano Bragatto @ RMC

Però con Internet è cambiata molto…

Ah certo, ora abbiamo i podcast, che potete trovare sul nostro sito (www.radiomontecarlo.net). Sono radio specifiche per singoli autori o generi musicali che permettono a chi ci ascolta in streaming di personalizzare ulteriormente il proprio flusso; ormai con i vari dispositivi si può ascoltare la radio su ogni cellulare anche se ascoltare la radio rimane la principale cosa che si fa automaticamente quando si entra in macchina, i modi di fruirne stanno cambiando e le piattaforme si evolvono, ma noi crediamo che l’importante per RMC sia continuare ad offrire un prodotto di qualità, non in concorrenza con le radio generaliste.

Aspettiamo dunque con curiosità quello che sta per regalarci Stefano Bragatto su Radio Monte Carlo che sicuramente, avendo sempre cercato materiale ricercato e di nicchia, ci saprà stupire con qualcosa di diverso.

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