MUSICA

Sua Maestà il pubblico

Nella rubrica di questo mese di "Music Circus" si parla del Pubblico, unico vero giudice in grado di dare una chance agli artisti emergenti.

Non esiste Circo senza pubblico così come non esiste musica senza ascoltatore. Non é la solita questione filosofica “Un albero che cade nella foresta fa rumore anche se nessuno lo sente?”. No, la questione è linguistica. Da sempre le arti sono un mezzo di espressione e la musica, tra tutte le cose che la natura ci ha donato, è quanto di più simile a un linguaggio: come tutte le forme di linguaggio serve uno che parla e uno che ascolta, uno che usi un linguaggio e uno che interpreti quei segni.

Altra caratteristica del linguaggio è essere in costante evoluzione: i tempi, gli ambienti, le persone, la cultura si modificano e il linguaggio si adatta ad essi; la musica non fa certo eccezione. Il problema, però, è quando l’evoluzione del linguaggio viene forzata o bloccata: nel primo caso le parole nuove suonano innaturali, nel secondo caso fatichiamo a spiegare al meglio le nostre esperienze.

I limiti del linguaggio musicale sono spesso stati la causa di un’evoluzione lenta e difficile degli stili musicali. Nel nostro Paese (ma in realtà è un problema diffuso in tutto il globo) la musica emergente fatica a farsi valere anche per questo motivo. Tralasciando le motivazioni pubblicitarie e mediatiche di cui abbiamo parlato nello scorso numero (che sono certamente importanti per la divulgazione di un’opera), bisognerebbe cominciare a parlare dell’importanza che ha il pubblico (voi/ noi) nel mondo degli emergenti. Dovendo scegliere una frase per riassumere il modo di vedere la cosa dal punto di vista di un musicista e di chi si impegna nella divulgazione del panorama musicale: non possiamo fare tutto noi. Questo significa semplicemente che, a causa della facilità con cui si fruisce della musica al giorno d’oggi e dell’appiattimento a cui siamo abituati dalle principali piattaforme di diffusione, il pubblico è sempre meno abituato a procacciarsi da solo il proprio “nutrimento musicale”. Ma un critico letterario può leggere un libro prima di voi ma non al posto vostro, né un musicista o un critico musicale può andare a un concerto per voi.

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