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Onda Anomala Cosplay

Tra eroine e costumi succinti nel fantastico mondo delle Cosplay

Malizia, seduzione, gioco. Sono queste le armi vincenti delle cosplayer, le ragazze che negli ultimi
anni stanno conquistando sempre di più anche in Italia. Tanto che alcune di loro si sono trasformate in autentiche star. Un fenomeno, quello del travestimento per emulare le eroine dei cartoni animati, che, partito dal Giappone, dove la passione per manga e anime (cartoni animati appunto) è davvero spasmodica, sta invaden- do l’Occidente con le sue più acclamate interpreti che si sono costruite un gran seguito fra fiere ed eventi organizzati ad hoc, capaci di solleticare non poco l’immaginario maschile. Sempre e comunque attraverso il gioco. Tutto il resto non è cosplay. O almeno non secondo i puristi di quest’arte del travestimento.

Gioco, esibizionismo e arte
Ma cosa vuol dire esattamente cosplay? È una parola che viene dall’inglese giapponesizzato, ovvero quella versione dell’inglese spesso così modificata che neanche i madrelingua la capiscono più, soprattutto per via delle abbreviazioni tanto selvagge quanto simpaticissime. Per cui, se da air conditioning otteniamo il giapponese eacon e da smart phone abbiamo sumaphon, da costume play eccoci a parlarvi di cosplay. La parola costume si descrive già da sé, mentre il play può voler dire sia recitazione, come a teatro, che gioco, come anche nella radice propria della nostra parola più amata, playboy.

Ma andiamo con ordine: costume sì, ma non qualsiasi, infatti il cosplay implica che ci si vesta dal proprio personaggio preferito, sia esso Sampei o Goldrake, la streghetta Bia o Fujiko di Lupin III. Alternative accettabili sono divise e uniformi come la maid (cameriera in costume ottocentesco) o la idol (cantante e showgirl giapponese). Il play, come dicevamo, sottintende che quando si indossa il costume del personaggio con cui ci si identifica ci si muova, ci si comporti e si parli come lui, ma anche che il tutto sia un gioco, divertente e coinvolgente anche per chi ci guarda. Se poi intendiamo il play come nella radice di playboy, ecco che l’aspetto voyeuristico, di seduzione e di esibizionismo fanno parte di tutto diritto di questo giocare. A cui si può aggiungere anche un aspetto marcatamente sensuale, quello che più ci piace, con il neanche tanto nascosto desiderio di mettere finalmente le mani addosso a Sailor Moon o a Creamy, tanto che in Giappone i più forniti negozi di abiti per cosplay sono spesso i sexy shop, con in vetrina tutti i personaggi più in voga. Esistono addirittura le versioni biancheria intima dei più gettonati costumi, come se i costumi veri e propri non fossero già sexy abbastanza!

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In tutte le edicole solo con Playboy.

Emma

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