SPORT

Gigi Datome. Tiro da tre.

Intervista esclusiva alla stella del basket Gigi Datome.

Le pupille sbattono come le palline di un flipper, non c’è mai un punto fisso negli occhi di Gigi Datome. È quella dannata, benedetta curiosità che lo porta a osservare il mondo, le cose, anche la vita, passando da una prospettiva all’altra. Ehi Gigi, dicci dell’America, dell’Nba. Lui ti risponde così: «Due anni in Usa sono un’esperienza di vita. Due anni da giocatore Nba invece un’esperienza unica. Un mondo diverso dal nostro, che è complesso da spiegare a parole. È molto più spettacolare, c’è attorno un’attenzione straor- dinaria, sono felice di averne fatto parte e di aver dimostrato di poterci stare». Via, è andata. Ha scelto di cambiare, andare via, provare un’onda diversa, cavalcare le emozioni in un posto nuovo. Altro tiro da tre. Così ha fatto le valigie ed è volato in Turchia, al Fenerbahce. E sta avendo ragione lui. Iniziano i play-off e mai come questa volta il club turco ha la possibilità di arrivare in fondo. Datome lì è già un idolo. Ha camminato per il quartiere di Balat, si è comprato un tappeto al Gran Bazar, mangiato kebab e pesce in Piazza Taksim.

PLAYBOY: Dov’è che ti senti a casa davvero?

DATOME: In Sardegna. Il mio angolo di paradiso. La mia casa, lì dove ho famiglia e affetti. Il punto di ritorno fisso.

PLAYBOY: Roma invece? Ne parli sempre come un posto fantastico.

DATOME: È una città che mi ha dato tanto, ho vissuto cinque anni intensi che mi hanno formato e mi hanno fatto crescere. Il centro, la zona di via della Pace, dietro Piazza Navona. Passeggiare o mangiare all’aperto in quelle strade mi fa bene all’anima.

PLAYBOY: Ogni sport ha le sue influenze. La tua sembra molto distante da quella comune della pallacanestro. Quali sono le radici del tuo sviluppo e soprattutto come hai fatto a non cambiare?

DATOME: È vero che la vita ti porta a cambiare e gli accadimenti di una carriera possono mutare pensieri e azioni, ma la mia giornata è fatta sempre di certezze come la mia famiglia, i miei affetti e quel gruppo di amici che mi porto dietro da quando sono bambino. Seppure ormai sempre lontano riesco a tenermi in contatto con tutti. Così onestamente non c’è modo di cambiare…

non perdere l'intervista completa

In tutte le edicole solo con Playboy.
Previous post

Curvy pericolose: Ashley Graham

Next post

La generosa bellezza di Lindsey Kevitch.