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Golf: “Quali green?”

Golf: L’attività fisica, la torsione, l’uso della muscolatura e lo sforzo sulle articolazioni lo rendono molto completo e salutare ma anche intenso.

Golf: “Quali green?”

4 mete dove lo sport del lusso è il protagonista
di Costanza Rinaldi

È agli Scozzesi che dobbiamo la sua invenzione, ma sembra che nello stesso secolo anche nei Paesi Bassi ci fosse uno sport molto simile. Considerato oggi lo sport di lusso per eccellenza, il golf può sembrare lento e quasi riflessivo, ma al contrario richiede una prestanza non da poco. L’attività fisica, la torsione, l’uso della muscolatura e lo sforzo sulle articolazioni lo rendono molto completo e salutare ma anche intenso. Ecco 4 tra i migliori spot internazionali dove il golf è il protagonista, ma anche la meraviglia della natura e il relax post gara sono straordinari.


1. Pebble Beach (California)
Rinomata per lo stile di vita particolare, risultato del SoCal rilassato e NorCal sofisticato, la penisola di Monterey è una meta imprescindibile per gli amanti del golf, visto che questo tratto di costa californiano vanta alcuni tra i più famosi e ambiti fairway di tutto il mondo. A questa tradizione, si sommano gli straordinari resort, una natura meravigliosa e un’ottima cucina gourmet a base di pesce. Per vivere l’esperienza fino in fondo, ovviamente, è al Pebble Beach Golf Links e alla Spyglass Hill che dovreste guardare. Il lusso qui si fa sentire, soprattutto nelle vostre tasche, ma una volta nella vita, calpestare il green dove la pazienza e la bravura di Phil Mickelson e Tiger Woods hanno giocato fino all’ultimo sospiro è qualcosa di speciale. In alternativa, il campo Historic Del Monte Golf è il più antico campo da golf in attività a ovest del Mississippi e il campo del Bayonet & Black Horse, un tempo riservato al personale militare, con le sue splendide viste di Monterey Bay, oggi è aperto a tutti.


Pebble Beach, California USA


2. Castelfalfi (Toscana)
Non è difficile credere che questa parte d’Italia sia da sempre la meta ideale per gli amanti del golf, anche perché il clima mediterraneo fa sì che sia possibile praticarlo quasi tutto l’anno. Il record del campo più grande della regione va al Castelfalfi, un resort gioiello cinque stelle, unico nel suo genere che rappresenta tutto lo stile eccellente italiano così come la magica natura che lo circonda. I percorsi qui sono costruiti nel totale rispetto della natura e senza l’aggiunta di elementi artificiali: lasciano senza fiato sia dal punto di vista paesaggistico che sportivo. Il Golf Club ha 27 buche divise tra il Mountain Course, impegnativo e tecnico, progettato dagli architetti Rainer Preißmann e Wilfried Moroder, e il Lake Course che invece si dimostra adatto a tutti i giocatori.


Golf Club Castelfalfi


3. Punta Espada (Repubblica Domenicana)
Un altro punto di riferimento oltreoceano per la zona dei Caraibi: si tratta di Punta Cana che con le sue splendide spiagge, gli hotel esclusivi e l’atmosfera romantica riesce ad essere in tutte le classifiche per i migliori spot dove praticare lo sport del golf. In particolare, Punta Espada, il primo di tre campi firmati dal mastodontico Jack Nicklaus inaugurato più di dieci anni fa ma ancora prestigioso. Da tutti i punti di Punta Espada, i golfisti godono di una vista straordinaria sul mar dei Caraibi e sui contrasti cromatici creati dall’oceano con il green del campo. D’altronde viene descritto come il “Paradiso del Golf” e sicuramente l’eccellenza dei servizi offerti dalla struttura contribuisce non poco. Da non perdere un pranzo sotto al patio del ristorante che si affaccia proprio sul campo e sulla costa, qui sarà impossibile non rilassarsi e godersi il meglio di questo sport.


Punta Espada – Punta Cana, Repubblica Domenicana



4. Royal Golf Club Marrakech (Marocco)
Risale agli inizi degli anni ’20 per volere del Pasha della città, rinnovato nel 1933 per merito del campione dell’Open Arnaud Massy, ancora oggi il Royal Golf Club di Marrakech è annoverato tra i campi storici. La vegetazione è ancora originaria e conta più di 15.000 piante tra eucalipti, aranci e palme. Le 18 buche riescono ad essere sia gestibili dai principianti che impegnative per i giocatori abituali. Leggenda vuole che la buca 15 sia soprannominata Brigitte Bardot perché caratterizzata da forme morbide e bellissime. Vero o no, lascia un ricordo indimenticabile.


Roya Golf Club Marrakech – Marrakech, Marocco


Save the date: 4 tornei da non perdere

Gli esperti lo sanno: per non perdersi gli appuntamenti migliori del circuito professionistico maschile del Golf, durante l’anno ci sono 4 momenti da segnare sul calendario: The Masters, U.S. Open, The Open Championship e il PGA Championship. Questi tornei, insieme, sono conosciuti come “Majors” e anno per anno si svolgono tra gli States e il Regno Unito. Succede tutto tra aprile e agosto, per 5 mesi di adrenalina e grandi sfide.
Masters: è il più recente (1934) ed è l’unico dei quattro ad essere giocato ogni anno sullo stesso percorso ad Augusta in Georgia al National Golf Club. Ha un numero di partecipanti più basso di tutti gli altri, generalmente meno di 100 giocatori, tra i quali anche vincitori dei principali campionati dilettantistici. Chi né ha vinto un’edizione ha diritto a partecipare per il resto della vita.

U.S. Open: inaugurati nel 1895, si tengono ogni anno in una diversa città durante il weekend della terza domenica di giugno. Sono noti per i percorsi difficili, con fairway stretti (cioè un rettilineo che conduce il giocatore verso il green). Le regole di ammissione diretta sono piuttosto severe e costringono anche molti giocatori professionisti di valore a disputare le qualificazioni stesse, fatto che spinge anche molti dilettanti a cercare di mettersi in luce partecipando al torneo.

British Open: a luglio si fa tappa nel Regno Unito per il più antico torneo al mondo (1860) organizzato da “The Royal and Ancient Golf Club of St. Andrews” su campi da golf “links” in Scozia o Inghilterra. L’organizzazione di anno in anno si assicura che siano presenti i migliori giocatori di tutti i principali tornei e lascia alcuni posti a disposizione attraverso delle qualificazioni.
PGA Championship: gestito dal 1916 dalla “Professional Golfers’ Association of America”, cambia sede ogni anno, tradizionalmente comunque negli Stati Uniti, con accordi economici di divisione degli utili con il golf club che ospita l’edizione.
Curiosità: 
Nessun golfista ha mai realizzato “The Grand Slam“, ossia la vittoria di tutti i quattro titoli nella stessa stagione. Dopo il 1934 sono invece in cinque ad aver realizzato il “Career Grand Slam”, portando a casa il trionfo almeno una volta in tutti i “Majors”: gli americani Jack Nicklaus, Ben Hogan, Gene Sarazen e Tiger Woods, oltre che del sudafricano Gary Player.

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