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I SEGRETI DELLA BICI DA CORSA

Telai in fibra di carbonio, manubrio a corna d’ariete, cerchi dal profilo giusto: quando un mezzo semplice incontra l’alta tecnologia

Per gli appassionati di ciclismo è la bici per eccellenza. Un vero e proprio concentrato di tecnologia: vediamo più da vicino com’è fatta.

Tratto distintivo di ogni bici da corsa, il manubrio ricurvo a forma di “corna d’ariete”. Una forma che determina, nel ciclista, una presa bassa più stabile e più aerodinamica rispetto a quella alta. La curvatura può essere più accentuata all’esterno (“alla Merckx”) o meno (“alla Gimondi”). Le leve dei freni sono collocate sulla parte ricurva verso il basso.

Tuttavia, la parte più importante di ogni buona bici da corsa è il telaio. Sin dalla fine del XIX secolo, le bici da corsa adottano il telaio “a diamante”, formato da otto tubi in acciaio che disegnano due triangoli adiacenti. Gli elementi principali sono il superiore, il tubo obliquo, il tubo piantone e il tubo di sterzo. A partire dagli anni ’80 si cominciò a sostituire l’acciaio con l’alluminio; mentre risale agli anni 2000 l’utilizzo di telai in fibra di carbonio o di titanio, caratterizzati da una grande leggerezza (si arriva al di sotto del kg), ma anche da una certa rigidità e da un notevole comfort.

La scelta della misura giusta del telaio risulta fondamentale per una corretta postura durante la pedalata e per evitare dolori muscolari al collo e alla schiena. Un’altezza dell’inforcatura (cioè la distanza tra pianta del piede e cavallo) compresa tra 75 e 78 cm implica un telaio dall’altezza tra 48 e 51 cm (taglia S); tra 79 e 82 cm si sale a un telaio 50-54 cm (taglia M); tra 83 e 86 cm, telaio 53-57 (L); infine, a un’inforcatura 87-90 cm corrisponde un telaio da 56-60 cm (XL). Nel complesso, secondo l’Uci (Unione ciclistica internazionale), il peso della bici non deve scendere sotto i 6,8 kg. In genere il peso varia dai 10 kg dei modelli più economici ai 6-7 kg di quelle più costose.

Anche le ruote devono essere il frutto di un compromesso tra peso contenuto, robustezza, rigidità ed elasticità. Fondamentale la scelta del profilo del cerchio, ossia della sua altezza: i più diffusi sono i cerchi a basso profilo (2 cm), leggeri ed elastici ma poco robusti perché tendono facilmente a deformarsi; quelli ad alto profilo (5-6 cm) garantiscono invece maggiore robustezza e aerodinamicità della pedalata. Un profilo da 3-4 cm, alla fine, può risultare un buon compromesso. Per quanto riguarda il diametro dei cerchi lo standard è il 28 pollici. Generalmente la ruota posteriore monta un numero di raggi superiore a quella anteriore (ad esempio 22 raggi anteriori e 24 posteriori). I copertoni devono essere invece molto fini e lisci.

Per quanto riguarda i freni, la tipologia più diffusa è quella ad archetto, caratterizzata da due archetti in lega che si chiudono. Il cambio è costituito da una leva che aziona un deragliatore, il quale provoca il movimento della catena sulle varie corone. I rapporti lunghi sono quelli che permettono di affrontare al meglio i tratti in pianura, quelli corti le salite.

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