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Sexcapades. La mia vita orizzontale.

Sexcapades: fra pulsioni e voglie, ecco il primo racconto delle scorribande sessuali della nostra amica Robbie.

“Forse l’unica differenza tra me e gli altri è che io ho preteso di più dal tramonto, colori più spettacolari quando il sole arriva all’orizzonte, forse è questo il mio unico peccato”
(Joe, interpretata da Charlotte Gainsbourg in Nymphomaniac di Lars Von Trier)

Sono una donna dai molti talenti ma la fedeltà e la monogamia mi sfuggono e soprattutto, mi annoiano. Vivo per gli incontri, inaspettati, lontani, diversi. Li sento dentro prima che accadano. Li chiamo e richiamo. Con la mia testa e il mio sesso. Arrivano, vengono quando sono pronta ad accoglierli. Per mia natura, frenesia di vita, incoscienza e passione, mi concedo di assaporare i colori tutti dell’arcobaleno sessuale. Sono, infatti, eteroflessibile, amando gli uomini ma scopando anche le donne. Oggi si dice fluida, ieri “n’do cojo cojo”. Desidero condividere con voi le mie scappatelle, senza tacere nulla della sessualità libera e liberata di noi donne. Perché tutte noi siamo sante e puttane e forse è arrivata l’ora di permetterci di sfogare impulsi che non hanno nulla da invidiare a quelli maschili. Anzi, sono più prorompenti perché troppo a lungo confinati e arginati. Un fiume in piena che travalica la diga passando per la figa. Non conosco e non amo le sfumature. Il sadomaso snocciolato e tradotto per la massa mi eccita quanto sfogliare l’Almanacco di Suor Germana. Non aspetto l’arrivo di un cavaliere in tuta di latex per appropriarmi di una sessualità estrema, peccaminosa agli occhi dei benpensanti. Io la rivendico e la pratico con i miei amanti. Ognuno di loro rappresenta una lezione in materia di sesso; ogni uomo, ogni donna, mi rivela predilezioni, perversioni e deviazioni intime. Ne ho incontrate, sperimentate e vissute di ogni colore sulla mia pelle, battuta e frustata. Mai frustrata. Perché scopo disinvolta, spogliata di tabù e seghe (mentali). Ho imparato a usare il mio retaggio religioso per godere ulteriormente del sesso. È proibito? Mmm… io me lo gusto ancor più con ogni papilla sensoriale e poro della mia pelle, passando per le palle e leccandomi le labbra con sorriso malizioso. Il sesso è gioco, il sesso libera, il sesso svuota. Non solo le summenzionate palle, ma anche la mente. La differenza tra fare sesso come ginnastica e coinvolgere la mente è la stessa che intercorre tra orgasmi brevi e intermittenti e quei possenti sussulti del ventre che pulsano a lungo. L’orgasmo “mind-blowing”, quello che fa scoppiare il cervello, travolgendo e stravolgendo ogni senso. Se provi quest’orgasmo, dell’altro puoi farne a meno, tralasciando le mediocrità da letto. Perché vuoi solo quello stellare. Quello che mette a ferro e fuoco i lombi. Quello da urlo che si traduce in ululata. Se provi il massimo, puoi accontentarti solo dello stesso livello. E, ovviamente, desiderare sempre oltre. Così come pretendo da me, richiedo agli altri. Insomma, sono molto impegnativa, alla faccia di chi di me pensa che sia “facile”. Quanto comprendere un libro di fisica quantistica scritto in urdu. Antico. E non perché sia un genio. Solo perché sono stralunata e matta. Matta di razza, però. Il sesso consente di essere folli, anzi lo pretende. Lasciatevi travolgere e stravolgere.
Cervello e figa sono i due organi principali della sinfonia sessuale. Non c’entra necessariamente il cuore in un estasiante duetto carnale. Io ho una figa democratica, che non fa differenza d’età, razza, sesso, stato sociale. La mia mente è arguta e dissoluta. Il mio spirito ironico e scanzonato. Venite a scoprire le mie variopinte e spinte scorribande sopra e sotto le lenzuola, all’aperto e allo scoperto, in luoghi pubblici e proibiti. Questa è la mia vita orizzontale. Talvolta verticale. Obliqua. Volutamente deviata. Ho imparato sulla mia pelle e sul mio sesso quanto l’attesa e il prolungamento del piacere possano condurre a esperienze celestiali. A quella trascendenza che il sesso, quello di-vino, è in grado di trasmettere. Ecco, a me piace la scopata trascendentale. Una robetta facile. Semplice. Tutto l’esatto contrario del sesso fast-fuck insapore e incolore, trangugiato e non gustato. Io ho scelto la via del gusto. Raffinato. Ricercato. Raro. Ma oh My, ben più appagante. Da assaporare e riassaporare. In bocca. Poco alla volta. Per poi ingoiarlo tutto. Fino a sentirsi scoppiare la gola. Profonda. Come sempre, competo con me stessa, superandomi. Il prossimo capitolo sessuale della mia avventurosa vita si chiama Tantra. Eh sì, Tantra roba. Tantra Robbie. Tantrissima.
Tuttavia, non si conquistano le vette del piacere senza un duro allenamento e innumerevoli campi base, in quello che io chiamo il trekking del cazzo. Non si può pretendere di riuscire nell’ardita e ardente impresa sessuale senza sottoporsi a miserevoli performance, incidenti di percorso e scadenti compagni di scalata. Insomma, per arrivare in alto, bisogna partire dal basso. Ventre. La pratica, del resto, rende perfetti. Quindi, diamoci sotto e addosso. No bunga bunga, ma ganga banga, sì. Da donna, amante e complice degli uomini, desidero rendervi partecipi di cosa gira nelle nostre testoline prima, durante e dopo il sesso. Di cosa ci stimola e attrae di voi. Quale il segreto per farci scivolare via lingerie e pudori, regalandovi e regalandoci il supremo piacere del duetto carnale. Raccontando con schiettezza e ironia le mie scopate senza cerniera, la zipless fuck, come le definì nel 1974 Erica Jong nel suo leggendario Paura di volare. Quegli incontri casuali e improvvisi, senza legami sentimentali ma non per questo privi di emozioni. Il sesso è emozione in movimento. Un divertimento per l’anima e un toccasana per il corpo. C’è solo una cosa peggio di non fare sesso: farlo male.
Arrivederci alla prossima puntata…

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