PLAYBOY ITALIA HOME   | PLAYBOY LIFE | VIDEO | FOTOGALLERY | MAGAZINE | PLAYMATE | CYBER GIRL | CYBER CLUB | CONTATTI
COMMUNITY registrati registrazione dimenticato la password? dimenticato la password? utenti utenti utenti online ultime foto utenti notifiche notifiche
 
TUTTE LE CATEGORIE
CINEMA
HI TECH
MUSICA
EVENTI
PLAYBOY ESTERI
RACCONTI DEI LETTORI
VIDEOGIOCHI
LIBRI
MODA
MOTORI
PARTY
GOURMET
HOT TEN
TURISMO
NIGHT LIFE
INTERVISTE
10 REGOLE
PUNTI DI VISTA
ARTE
PLAYMATE
MONICA RICCHETTI
altezza: 172 cm
peso: n.d.
misure: 91-62-90
La Playmate di Aprile è una vera pupa
ANNA MARIA SCHNEIDER
altezza: 172 cm
peso: n.d.
misure: 90-61-90
La Playmate di marzo è una bionda polacca da non perdere (foto Davide Esposito)
CADY
altezza: 173 cm
peso: 53 kg
misure: 89-71-93
La Playmate di Febbraio è una Lolita dolce e sexy
DAMAGED DOLL
altezza: 178 cm
peso: n.d.
misure: 83-62-89
La Playmate di dicembre-gennaio è la Cyber Rock girl 2011 di Playboy e Virgin Radio
CYBER GIRL
CARLIE CHRISTINE
altezza: 160 cm
peso: 50 kg
misure: 86-61-86
La Cyber girl Usa che abbiamo scelto per allietare le vostre vacanze
KRISTINA JARVIS
altezza: 170 cm
peso: 54
misure: 85-61-88
Miami mon amour
JESSICA VAUGN
altezza: 163 cm
peso: 52 kg
misure: 88-64-92

L'italiana del Kansas
JESSA LYNN
altezza: 179 cm
peso: 54 kg
misure: 91-61-88
La ragazza di Las Vegas
INTERVISTE
BARBRA STREISAND
È il 1977 e Playboy riesce in un’impresa praticamente impossibile: intervistare la straordinaria Barbra Streisand, proprio nel momento della sua favolosa e lunghissima carriera in cui la stampa made in Usa le era più avversa
commenti: 0 Condividi su: Facebook Condividi su: OK Notizie
 

È una delle poche leggende viventi e il suo nome figura tra quelli delle cantanti più pagate in assoluto. A soli 27 anni Barbra Streisand divenne la sola persona al mondo ad aver vinto tutti i premi più importanti nel campo dell’intrattenimento, dai Grammy come cantante agli Oscar come attrice e compositrice. Famosa non solo per il suo talento ma anche per il comportamento indipendente e ossessivo, è stata per anni il bersaglio principale dei pettegolezzi della stampa.
PLAYBOY: È la prima volta che concedi un’intervista del genere. Come mai hai deciso di farlo?
BARBRA STREISAND: «Perché sono stanca di porgere l’altra guancia. Sono stanca di leggere sui giornali certe illazioni sul mio conto. Fino a oggi non ho mai reagito, ma è diventato tutto molto doloroso e frustrante e sono stanca di lasciar correre».
PLAYBOY: Parliamo delle forti critiche che ti dipingono come una persona con cui è impossibile lavorare, con l’ossessione di controllare tutto ciò a cui partecipa.
STREISAND: «Prima voglio chiarire il significato del verbo “controllare”: quando io lo uso, mi riferisco a una responsabilità artistica. Se quindi mi si accusa di essere profondamente dedicata a un progetto nella sua totalità, questo è vero. Sono interessata a tutti gli aspetti del mio lavoro. Recitare e cantare sono solo due aspetti di ciò di cui mi occupo, i piccoli dettagli hanno altrettanta importanza. Una volta ad esempio dopo aver approvato la foto da mettere sulla copertina di un mio album, ho notato prima della stampa che c’era qualcosa di diverso. Era il mio naso, qualcuno l’aveva ritoccato togliendo la gobba, pensando di farmi un favore. Sono andata dai responsabili dicendo che se avessi voluto un naso diverso sarei ricorsa a un chirurgo plastico. Un’altra volta, prima della pubblicazione di un altro album, mi sono accorta che tra una strofa e l’altra delle canzoni si udiva un silenzio innaturale: avevano cancellato tutto il mio respiro. Ho detto loro: “Non pulite così tanto, non togliete ciò che è naturale e giusto!”. Per motivi come questi hanno cominciato a darmi della difficile, e da allora nessuno ha più smesso. Per molti anni non ho pensato che ciò fosse legato al fatto che sono una donna, ma ora penso che se un uomo si comportasse come me verrebbe considerato un artista scrupoloso, mentre una donna viene etichettata come rompipalle».
PLAYBOY: Perché molti dicono e scrivono cose negative su di te?
STREISAND: «Perché serve a vendere di più. Le cose negative aiutano le riviste e i giornali. La stampa, quando è pessima, vuole agire come un equalizzatore, pensando: “È famosa e ricca. Di certo non sarà anche una brava persona”. Quelli che si leggono sui giornali sono solo pettegolezzi del tutto infondati. Prendiamo ad esempio il film porno in cui dicono che io abbia recitato da giovane: non ho potuto resistere alla tentazione di vedere come fosse la protagonista, quindi l’ho comprato. Le riprese sono tutte abbastanza fuori fuoco, la ragazza ha i capelli lunghi come li portavo io negli anni Sessanta, ma è grassoccia, mentre io ero magra. Poi a un certo punto le inquadrano le mani: sono piccole e con le dita tozze! Palesemente non le mie. Quindi se qualcuno di voi lettori ha pensato di comprarlo, non fatelo, sprechereste denaro».
PLAYBOY: Partecipi da diverso tempo a una terapia di gruppo. Ti ha aiutato a capire come ti vedano le persone?
STREISAND: «Ovviamente, prima non ne ero completamente conscia. Mi si è aperto un mondo, che include anche le realtà degli altri. Ora sto attraversando una fase di cambiamento in cui invece di essere spaventata dal mondo provo a guardarlo da un altro punto di vista. Anziché essere intimorita da chi mi ferma per un autografo, comincio a sentirne l’affetto. Ho scoperto di avere un meccanismo interiore di difesa ben sviluppato, con cui ho tenuto nascosto molto dolore del mio passato».
PLAYBOY: Che genere di dolore?
STREISAND: «Sono ancora la stessa persona a cui è morto il padre quando aveva 15 mesi. Per molti anni mi sono sentita una vittima: perché era accaduto proprio a me? Volevo essere normale, come tutte le altre bambine che la sera avevano i papà che tornavano a casa dal lavoro. Crescendo, mi è sempre mancato qualcosa, sono diventata piena di risentimento verso ogni fatto mi accadesse, persino un ascesso ai denti mi faceva sentire una vittima».
PLAYBOY: Quando hai scoperto di saper recitare?
STREISAND: «Quando avevo undici anni e mia madre mi prese a schiaffi per qualcosa che avevo fatto: ho finto per 4 ore di essere diventata sorda e ci ha creduto».
PLAYBOY: Ti piaceva qualche ragazzino quando eri a scuola?
STREISAND: «Avevo una cotta niente meno che per Bobby Fischer. Aveva un anno meno di me, ma mi sedevo sempre con lui a pranzare, leggendo e ridendo come una scema. È sempre stato un tipo solitario e particolare, io lo trovavo molto sexy. Aveva 15 anni ed era già campione di scacchi. Era un genio, era eccentrico».
PLAYBOY: Sembra che fossi eccentrica anche tu.
STREISAND: «Non mi considero così. Allora ero una ragazzina povera. Quelle ricche vivevano a Long Island, avevano bei vestiti, entrambi i genitori, capelli ben acconciati, erano le ragazze “bene” ebree. Io ero pateticamente magra, con vestiti lunghi e colorati che mi rendevano ridicola».
PLAYBOY: Eri invidiosa delle ragazze che si trasferivano a Long Island?
STREISAND: «Oddio, certo. Seguivo le storie sugli annunci matrimoniali: chi si sposava, dove andavano a vivere, i loro genitori. E cercavo sempre inserzioni per qualche appartamento a Brooklyn migliore del nostro. Tutto ciò che avrei desiderato sarebbe stato vivere a Manhattan, ma chi li aveva i soldi?».
PLAYBOY: Come ti sei sentita quando qualche anno dopo potevi permetterti ogni appartamento di Manhattan, e la tua offerta di 240.000 dollari per una casa è stata rifiutata?
STREISAND: «Erano 200.000 ed era la seconda volta che venivo rifiutata. Ero molto arrabbiata, non capivo se fosse perché ero una attrice o perché ero ebrea, o entrambe. L’ho presa molto sul personale, infatti ho deciso di non voler vivere in una città incapace di accogliermi».
PLAYBOY: Come hai cominciato davvero a recitare per lavoro?
STREISAND: «Cercavo sulle riviste gli annunci di qualche audizione, ma non avevo esperienza pregressa. In realtà è stato grazie al canto, ho vinto un concorso che mi ha dato visibilità. Odiavo cantare, ma era il solo modo per arrivare a recitare».
PLAYBOY: Questa è una sorpresa: odiavi cantare?
STREISAND: «Sì, quando ho cominciato a farlo non gli davo importanza. Volevo recitare le opere di Shakespeare, di Chekhov, che cosa ci facevo nei club a cantare? Mi guadagnavo da mangiare, tutto qui».
PLAYBOY: Cos’è più semplice per te, cantare o recitare?
STREISAND: «Cantare è più facile, una canzone dura solo tre minuti, e se hai una buona voce e un buon accompagnamento sei già a metà strada, anzi anche di più. Recitare è indefinibile, è diverso: colpisce di meno il pubblico, tranne che nelle scene davvero drammatiche. A una canzone invece basta la melodia, molti non ascoltano nemmeno il testo».
PLAYBOY: Ascolti i tuoi album?
STREISAND: «Mai e poi mai».
PLAYBOY: Perché?
STREISAND: «Non li sopporto».
PLAYBOY: Come mai?
STREISAND: «Perché mi sono sforzata troppo per realizzarli: la scelta delle canzoni, gli arrangiamenti, la copertina, la pubblicazione… è come cucinare un pasto, poi ti passa la voglia di mangiarlo».
PLAYBOY: Neanche dopo anni?
STREISAND: «Qualche anno dopo può essere interessante, ma se lo faccio troppo presto sento solo gli errori, le imperfezioni, ciò che avrei potuto fare meglio».
PLAYBOY: Canti in casa?
STREISAND: «Mai».
PLAYBOY: E se qualche amico ti chiede di accennargli un pezzo?
STREISAND: «Mi imbarazza totalmente cantare davanti alle persone. Esibirmi nella stessa stanza coi miei amici significa che loro mi ascolteranno attentamente facendomi sentire il mio potere, ed è una cosa che mi spaventa. Quando sei sul palco illuminata dalle luci, davanti a te è come se fosse tutto nero, è come essere da sola, si rivela il posto giusto per cantare. Farlo davanti agli amici sarebbe come buttarmi giù da un ponte».
PLAYBOY: È difficile cantare per i Presidenti? L’hai fatto sia per Kennedy che per Johnson.
STREISAND: «Ho cantato per Kennedy perché lo adoravo. Mi ricordo quando l’ho incontrato, è stato incredibile, emanava letteralmente luce. Ma quando ho cantato alla proclamazione di Johnson è stata la serata più deprimente della mia vita: lui era lì solo perché Kennedy era morto, e ciò era triste e orribile».
PLAYBOY: Che cosa, secondo te, rende la tua voce tanto speciale?
STREISAND: «Il setto nasale deviato. Se l’avessi messo a posto avrei rovinato la mia carriera».
PLAYBOY: Hai mai considerato la chirurgia plastica al naso?
STREISAND: «Solo quando ero piccola e sognavo di assomigliare a Catherine Deneuve, ma non mi fidavo di nessuno per farlo. Da ragazza mi chiedevano sempre se volessi rifarmelo, era una moda tra le ragazze ebree. Tutti avrebbero voluto togliermi la gobba dal naso, ma io la amo, non l’avrei tolta comunque, avrei solo mozzato la punta e lo avrei raddrizzato un po’, un cambiamento impercettibile, tutto qui. Il migliore di tutti per me è quello di Silvana Mangano: irregolare, scultoreo, romano. Questa è la mia idea di bel naso».
PLAYBOY: Il tuo volto è uno dei più riconoscibili al mondo. È un problema quando esci? Riesci ancora a non essere riconosciuta?
STREISAND: Dipende. Spesso le persone non capiscono che sono io, perché mi immaginano più alta o robusta, o ad esempio non si aspettano di vedermi in una spiaggia pubblica, perciò mi dicono “Assomigli alla Streisand!” e io rispondo “Me lo dicono in molti”, o uso anche bugie più elaborate. A volte si fa più in fretta a dire la verità, ma poi dover firmare autografi è un’enorme scocciatura. C’è voluto tempo per imparare ad ammettere di essere Barbra Streisand. Una volta ho portato mio figlio in palestra, una bambina di otto anni mi ha detto che assomigliavo alla Streisand, le ho risposto di essere io ma lei ha ribattuto “No, non è vero!”. Al che le ho detto: “Bambina, non ci crederai ma per anni ho negato di esserlo. E proprio ora che ho deciso di fare l’adulta e ammetterlo, arrivi tu e mi dici che non è così”».
PLAYBOY: Hai paura di morire?
STREISAND: «Sì. Mio padre è morto di emorragia cerebrale alla mia età, ho paura di chiedere a mia madre l’età esatta, se ne avesse 34 o 35. È un grande terrore».
PLAYBOY: Credi che morirai giovane?
STREISAND: «Non lo so. Penso che nessuno viva davvero finché non ha paura di morire».
PLAYBOY: A che età la tua prima volta?
STREISAND: «Diciotto».
PLAYBOY: Era come lo immaginavi?
STREISAND: «Più o meno».
PLAYBOY: Hai fantasie sessuali?
STREISAND: «Certo, chi non le ha?».
PLAYBOY: Quando incontri un uomo, sei capace di essere te stessa oppure tieni una maschera finché non ti senti a tuo agio?
STREISAND: «Ho sempre recitato con gli uomini, cercando di essere dolce e carina, ma gli uomini che hanno perso la testa per me si sono rivelati essere quelli con cui sono stata davvero me stessa: spaventata, dolce, tenace, a volte rude».
PLAYBOY: È così che ti vedi?
STREISAND: «Sono sempre stata confusa riguardo a me stessa. Le persone pensavano che fossi o orrenda o splendida, tutto o niente, mi amavano o mi odiavano. Col tempo realizzi di essere tutte queste cose, e che va bene così. Ora lo accetto».
PLAYBOY: Quale aspetto della tua personalità preferisci?
STREISAND: «Mi piace quando non sono seria, quando mi posso divertire».
PLAYBOY: Quanto tempo passi a essere seria?
STREISAND: «Troppo».
PLAYBOY: Pensi che in generale gli attori si piacciano?
STREISAND: «Non credo. È per questo che vogliono sempre recitare dei ruoli, per nascondersi dietro alle vite degli altri».
PLAYBOY: Uno dei luoghi comuni su di te è che tu sia la star che abbia guadagnato di più al mondo.
STREISAND: «Se avessi lavorato ogni giorno forse sì. Ciò da cui potrei trarre più profitto sarebbero i concerti, ma non lo faccio, mi spaventa: in una notte puoi prendere quello che una brava attrice  guadagna in una settimana. Comunque ho appena letto che Marlon Brando ha ricevuto 2 milioni di dollari per dieci giorni di lavoro».
PLAYBOY: Pensi che accetteresti di guadagnarli anche tu per dieci giorni di lavoro?
STREISAND: «Non mi hanno mai proposto una somma simile, ma se potessi forse lo farei. Dipenderebbe dalla parte nel film».
PLAYBOY: Non è un po’ indecente?
STREISAND: «Ma Marlon Brando, secondo me, è il miglior attore mai esistito. Era il mio idolo quando avevo 13 anni, il mio sogno sarebbe stato recitare con lui. Ciò che la gente non capisce è lo strazio di questo mestiere, cosa significhi mettersi lì davanti agli altri attori e a tutti gli addetti ai lavori e scavarti nelle viscere esponendo tutto te stesso. Lui conosce quel dolore, e ora recita solo per molti soldi, che è un motivo molto valido. Alla sua età, dopo tutto ciò che ha fatto, vorrebbe solo rilassarsi nella sua isola di Tahiti ed essere lasciato in pace».
PLAYBOY: Quando hai dei battibecchi sul lavoro, quanto sei cosciente di essere donna prima che attrice? Ti consideri una femminista?
STREISAND: «È buffo, negli anni ’70, proprio quando mi battevo come donna, non ho mai pensato al movimento delle donne. A quei tempi non ero nemmeno consapevole di star combattendo una battaglia, prendevo solo le cose sul personale senza capire di essere una femmina messa in difficoltà da una società di maschi. Poi le donne hanno cominciato a bruciare i reggiseni, lì per lì ho pensato che fosse ridicolo ma ora a posteriori ho compreso che in una rivoluzione bisogna raggiungere gli estremi per ottenere la metà. Io penso veramente che le donne siano superiori agli uomini, non credo nella parità dei sessi».
PLAYBOY: Pensi che il modo in cui sei apparsa sul grande schermo abbia in parte contribuito alla causa dei diritti delle donne?
STREISAND: «Lo spero. Dalle lettere che ho ricevuto ho capito che molte donne sono state ispirate dai miei film a prendere controllo delle loro vite, a credere in loro stesse».
PLAYBOY: Come vorresti essere ricordata?
STREISAND: «Come una persona che ha saputo cogliere le occasioni. Uno dei motivi per cui mi piace essere un’attrice famosa è proprio per diventare un pochino immortale, per essere ricordata. Secondo me la vita è così breve che appena cominciamo a vedere le cose con un po’ di senso di realtà e verità, è già finita. Per questo amo fare film: per prolungarmi la vita.
PLAYBOY: Quindi pensi che tra 100 anni non sarai stata dimenticata.
STREISAND: «Spero di no. Se ci sarà ancora lo showbusiness, probabilmente comparirò in un paio di libri».
PLAYBOY: Se potessi cambiare qualcosa del tuo passato?
STREISAND: «Entrerei in terapia prima. L’ho fatto a 22 anni ed era già tardi».
PLAYBOY: E adesso come ti senti?
STREISAND: «Sono in una fase in cui ho praticamente realizzato tutti i miei sogni. Quando me ne sono accorta ho avuto un attacco d’ansia e ho cominciato a piangere, perché da sempre sono così abituata a lamentarmi che dover essere felice senza sentirmi in colpa - nel senso ebraico del termine - è un’esperienza nuova per me».
PLAYBOY: Come ti riassumeresti al di là di tutte le immagini contraddittorie?
STREISAND: «Sono piena di difetti, molto imperfetta. Sono la mia peggiore critica. In alcuni momenti sono forte, in altri mi faccio influenzare dall’ultima persona con cui ho parlato. Mi baso sul mio istinto, quando mi dice di fare una cosa la faccio, come un toro che vede rosso. Ma so anche essere indecisa. Sono una massa di contraddizioni ed evolvo continuamente, quindi quando questa intervista verrà pubblicata forse sarò già diversa». 

 


Lawrence Grobel

INSERISCI UN NUOVO COMMENTO

Per lasciare un commento devi prima accedere alla community.

username
password
registrazione - dimenticato la password?


PLAYMATE 105 EDIZIONE 2012
Chi sarà la Playmate di settembre?

» Tutte le finaliste
» Le fotogallery
» Video prova 1 - PRESENTAZIONE
» Video prova 2 - PORTAMENTO (18/05)
» Video prova 3 - HUMOR (25/05)
» Video prova 4 - SEDUZIONE (01/06)
» Video prova 5 - STRIP (08/06)

VECCHIE EDIZIONI
» Playmate 105 edizione 2011
RICERCA
Cerca all'interno di playboy.it
MAGAZINE
PLAYBOY 35
Playboy 35 Abbonati a Playboy
Abbonati a Playboy in digitale
Acquista gli arretrati di Playboy
ARTICOLI PIÙ VISTI DELLA SETTIMANA
HOT TEN   visto 29369 volte!
ARRIVA AIDA YESPICA
 
MODA   visto 18672 volte!
VIOLANTE PLACIDO: LA DONNA DI L’ORÉAL PARIS
 
EVENTI   visto 18099 volte!
NON C'È SOLO BELEN RODRIGUEZ
 
MODA   visto 17433 volte!
AAA CERCASI ASSISTENTE PER NAOMI CAMPBELL
 
HOT TEN   visto 17119 volte!
LINGERIE FOOTBALL LEAGUE
FOTOGALLERY
HOT TEN
MICAELA SCHAEFER
L'incredibile modella ex gieffina tedesca, super hot
MICAELA SCHAEFER
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - LOVELYCHRISTA
Le foto di lovelychrista, una delle 20 ragazze che sognano d
PLAYMATE 105 2012 - LOVELYCHRISTA
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - ALISHAMODEL
Le foto di alishamodel, una delle 20 ragazze che sognano di
PLAYMATE 105 2012 - ALISHAMODEL
 
CINEMA
LAWRENCE SCHILLER, MARILYN AND ME
In uscita un libro della Taschen
LAWRENCE SCHILLER, MARILYN AND ME
VIDEO
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - LOVELYCHRISTA / PROVA 1
PRESENTAZIONE lovelychrista Il primo ostacolo da superare
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - ALICEINTHESKY / PROVA 1
PRESENTAZIONE aliceinthesky Il primo ostacolo da superare c
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - ARIANNACOSTA / PROVA 1
PRESENTAZIONE ariannacosta Il primo ostacolo da superare co
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - BLONDDEVIL / PROVA 1
PRESENTAZIONE blonddevil Il primo ostacolo da superare cons
PLAYBOY.IT ON FACEBOOK

PLAYMEDIACOMANY.IT ON FACEBOOK

© Play Media Company Srl 2008 - 2012
Partita Iva: 05451201007
CHI SIAMO

Contatti redazione
Contatti pubblicità
Disclaimer
ABBONAMENTI / ARRETRATI

Playboy - Abbonamento
Playboy - Arretrati
Edizione digitale (PC, Mac)

Riviste Play Media Company
SEGUICI SU