PLAYBOY ITALIA HOME   | PLAYBOY LIFE | VIDEO | FOTOGALLERY | MAGAZINE | PLAYMATE | CYBER GIRL | CYBER CLUB | CONTATTI
COMMUNITY registrati registrazione dimenticato la password? dimenticato la password? utenti utenti utenti online ultime foto utenti notifiche notifiche
 
TUTTE LE CATEGORIE
CINEMA
HI TECH
MUSICA
EVENTI
PLAYBOY ESTERI
RACCONTI DEI LETTORI
VIDEOGIOCHI
LIBRI
MODA
MOTORI
PARTY
GOURMET
HOT TEN
TURISMO
NIGHT LIFE
INTERVISTE
10 REGOLE
PUNTI DI VISTA
ARTE
PLAYMATE
MONICA RICCHETTI
altezza: 172 cm
peso: n.d.
misure: 91-62-90
La Playmate di Aprile è una vera pupa
ANNA MARIA SCHNEIDER
altezza: 172 cm
peso: n.d.
misure: 90-61-90
La Playmate di marzo è una bionda polacca da non perdere (foto Davide Esposito)
CADY
altezza: 173 cm
peso: 53 kg
misure: 89-71-93
La Playmate di Febbraio è una Lolita dolce e sexy
DAMAGED DOLL
altezza: 178 cm
peso: n.d.
misure: 83-62-89
La Playmate di dicembre-gennaio è la Cyber Rock girl 2011 di Playboy e Virgin Radio
CYBER GIRL
CARLIE CHRISTINE
altezza: 160 cm
peso: 50 kg
misure: 86-61-86
La Cyber girl Usa che abbiamo scelto per allietare le vostre vacanze
KRISTINA JARVIS
altezza: 170 cm
peso: 54
misure: 85-61-88
Miami mon amour
JESSICA VAUGN
altezza: 163 cm
peso: 52 kg
misure: 88-64-92

L'italiana del Kansas
JESSA LYNN
altezza: 179 cm
peso: 54 kg
misure: 91-61-88
La ragazza di Las Vegas
INTERVISTE
FRANCESCO BACCINI
L'intervsita completa con il cantautore genovese
commenti: 0 Condividi su: Facebook Condividi su: OK Notizie
 
«Io sono molto più Tenco e Tenco è molto più me». Non conoscevo Baccini di persona. A lui mi lega un aneddoto. Un vecchio negozio della provincia milanese, l’anno era il 1989. Questo negozio vendeva cassette musicali e videocassette. Entro. Da 15enne appassionato di musica italiana chiedo Cartoon di Baccini. La signora mi guarda come se fossi un alieno ricoperto di Emmental, poi candidamente mi chiede quale dei due è il titolo dell’album e quale il nome del cantante. Solo 8 mesi dopo sono riuscito ad avere quella cassetta… Con Francesco per entrare “in feeling” ci mettiamo quei 15 – 20 secondi… Si parte dalla domanda classica, professionale, canonica, il resto è un fiume in piena.
Francesco Baccini canta Luigi Tenco, un omaggio obbligato?
«Tenco è come il blues, o ce l’hai dentro o non ti viene. Io sono legato a Tenco per mille motivi. Vinco il premio Tenco a 29 anni con Cartoon e Tenco muore a 29 anni. Tenco usa il suo vero nome per incidere una canzone,Quando (prima aveva usato pseudonimi perché si vergognava), nel 1960, l’anno della mia nascita. Capisci che ci sono tante concatenazioni».
E poi la somiglianza….
«Sì, me la porto addosso sin da ragazzino. Un giorno, cercando un po’ di lavoretti per arrotondare, finii per vendere calendari porta a porta (che poi, poveretta, li comprò tutti e 100 mia zia). Stavo scendendo con l’ascensore dal sesto piano dopo averli ritirati e c’era un signore che mi fissava con insistenza… Arrivati al pianterreno mi disse: “mi scusi se la fisso, ma sa, lei è uguale a mio fratello. Sono Valentino Tenco”. Da sempre mi porto appiccicata addosso questa somiglianza, figurati che dai 20 ai 30 gli amici mi chiamavano Luigi! Anche De Andrè alle volte mi chiamava Luigi».
Come hai conosciuto De André?
«L’ho conosciuto in un locale di Milano. Era venuto a sentirmi suonare. Era il periodo di Cartoon. Io mica mi potevo immaginare che in sala ci fosse De André e infatti mentre suonavo continuavo a pensare: “guarda quello come assomiglia a De André. E guarda quella come assomiglia a Dori Ghezzi”. Alla fine del concerto siamo diventati amici. Alcune sere, a casa sua, quando la notte era fonda e i calici vuoti, si confondeva e mi chiamava Luigi: “belin, siete uguali” diceva».
Cosa ti ha spinto a mettere in scena questo concerto?
«La voglia di far vedere un Tenco diverso. Vedi, la morte di Luigi ha dipinto un Tenco cupo, disfattista, scuro. In realtà Luigi era molto più di questo».
In che senso?
«Nel senso che durante questa ricerca ho scoperto delle sfumature di Luigi che la gente non conosce e che credo sia bello scoprire. Tenco è ligure, come me d’altronde ed è innato in noi il senso di protesta. Tenco ha scritto una canzone nel ‘63-‘64, Cara Maestra, che parla di come vede il mondo un bimbo di 10 anni, con la sua purezza, con il suo candore, con i suoi dubbi, mettendo a nudo la società. La prima volta che l’ha fatto in Rai è stato censurato e non ha potuto mettere più piede in televisione per due anni. Beh, io sono convinto che se uscisse ora questa canzone subirebbe la stessa sorte. La cosa che spaventa è che sarà pur vero che Tenco era avanti, ma l’Italia da allora non si è mossa di un passo!».
Un Tenco antesignano dei tempi?
«Certo! C’è una canzone che se l’ascolti non riesci a capire come non sia diventata un manifesto generazionale. E se ci diranno è la perfetta sintesi di quello che poi è stato tutto il movimento culturale del ‘68 e pensa che Luigi è morto nel ‘67!».
Anche tu però sei in anticipo coi tempi… sei stato il primo a fare i Nomi e Cognomi (ride).
«Vedi, quello è figlio della nostra terra. Noi liguri eravamo una repubblica 500 anni fa, abbiamo innato il senso di ribellione. Pensa ai personaggi liguri degli ultimi anni, cantautori a parte; Antonio Ricci, Beppe Grillo, Paolo Villaggio, ma anche Luca e Paolo… è innato il senso del brontolio, del “mugugno”. Quindi Nomi e Cognomi è stato quasi un passo naturale».
All’interno di quell’album c’era Margherita Baldacci, l’unico nome non altisonante, che parlava della storia di Margherita con Giuseppe Mirella.
«Sì, in realtà era un omaggio obbligato di gioventù. C’era infatti un regista del teatro stabile di Genova che si chiamava Baldacci che aveva un carattere “non proprio facile” che aveva una fidanzata di nome Mirella. Come vedi, anche lui un nome e cognome, a modo suo importante».
Ma raccontaci qualcosa che non sappiamo ancora di te!
«Ho iniziato, come tutti, cercando di fare musica e a Genova non è che ci sono e c’erano migliaia di posti per farlo. Così si finisce per frequentare tutti gli stessi locali. Musicisti, cantanti, attori, cabarettisti. E iniziano le contaminazioni di stili. Per esempio io ho fatto anche parte di un trio di cabaret : “Meglio in tre che in treno”, insieme a Rufus, uno dei fondatori dei Cavalli Marci, e a Paride. Io mi occupavo della colonna sonora di un improbabile oroscopo, dove alla fine morivo infilzato dalla freccia del Sagittario. Ma capivo che volevo altro. Così nell’88 scappo a Milano perché per un cantautore se si voleva fare musica sul serio bisognava trasferirsi lì. Ho dormito per giorni sulla mia macchina ma ho tenuto duro! Ho conosciuto Antonio Catania, poi Gino e Michele. Suonavo il piano in un locale in Viale Monza a Milano, che si chiamava Zelig… c’è ancora no?».
C’è ancora, c’è ancora… A proposito, come vedi la realtà musicale italiana oggi per un giovane cantautore?
«Difficile. E sto usando un eufemismo. La cosa più ardua oggi per un cantautore è trovare la propria identità, la propria riconoscibilità. Le radio, parlo di network, tendono a passare sempre la stessa roba. E quando dico la stessa roba intendo delle canzoni immediatamente riconoscibili, tutte standardizzate. Con lo stesso tempo di batteria, la stessa sonorità. Quello che spesso non si capisce è che il fine non deve essere vendere, ma trovare la propria dimensione e riuscire a dire le cose in modo originale, personale. Un artista è tale in quanto unico. Con il meccanismo di vendita attuale si limita la creatività. Per creare una propria dimensione, o solo per difenderla, si rischia di vivere in una sorta di carboneria, perché sei costretto inevitabilmente a cercare strade alternative».
Ma torniamo all’omaggio a Tenco.
«Io sono molto più Tenco e Tenco molto più me. Ci sono due fattori principali che mi hanno spinto a far nascere questo progetto. Il primo è che la parabola artistica di Luigi fu brevissima quindi lui non ha goduto la forza del tempo. Quel tempo che ti porta a rivedere arrangiamenti e suoni e modernizzarli di conseguenza. Insomma non c’è mai stato un restYling. Tutto ciò che abbiamo di Tenco è materiale vecchio che necessitava d’essere riarrangiato. La seconda è che la morte di Tenco ha pesato enormemente sul giudizio di questo artista. È stato dipinto come depresso, triste, quando in realtà era tutt’altro, sia come uomo che come artista. È stato schiacciato dalla sua vita. Luigi era un rivoluzionario, voleva cambiare il mondo, faceva casino. Cavalcava quella che un tempo era la corrente degli esistenzialisti dove tutto era spinto all’eccesso. Nella compagnia era quello che se le trombava tutte. Ci marciava sull’immagine dell’introspettivo. Pensa solo che lui non ha potuto godere dell’avvento del rock. Un tempo tutto ciò che era poco più di un lento era considerato “beat”. Dal ’70 nessuno più arrangiò beat. Luigi nel linguaggio, nelle idee, nei sapori era già rock ma il rock non c’era. Così noi abbiamo preso i suoi pezzi e gli abbiamo dato una veste nuova, più fresca, più attuale. Cercando di far capire che Tenco non era solo quello del tragico Sanremo ma anche molto altro. E lo facciamo con l’unico mezzo possibile, la musica. Per questo proponiamo anche un pezzo come Ognuno è libero in chiave ska».
Finalmente un progetto legato a Tenco che parla della vita e non della morte.
«Esatto! È proprio questo lo spirito di “Porto a spasso Luigi nei teatri”. Della morte si parla solo alla fine, quando faccio la tristemente nota canzone sanremese Ciao amore ciao… ma svelandone il segreto».
Quale segreto?
«Quella non era la canzone di Sanremo! Lui aveva preparato una canzone antimilitarista ispirata alla guerra in Vietnam. L’avrebbe cantata in coppia con Dalida, nota cantante pacifista francese, ma la casa discografica censurò il testo. Ma non il ritornello perché era orecchiabile! Quindi lui si trovò a due settimane dal Festival a dover riscrivere la canzone, che per un autore è una violenza inimmaginabile. Il ritornello poi, “ciao amore ciao” si pensa fosse ispirato dal fatto che Tenco è del ‘38 e da bambino si ricordava la partenza dei soldati verso il fronte. Infatti “ciao amore ciao” è un forte richiamo al “bella ciao”. Ma non è tutto. Prima della tremenda botta emotiva del Festival visse un’altra delusione. Nel 1962 Luigi fece una parte nel film La cuccagna di Luciano Salce e scoprì un forte amore verso il cinema, tanto da pensare di lasciare la musica. Poco dopo era in predicato di girare un film con la Cardinale come protagonista, ma all’ultimo momento gli preferirono George Chakiris, premio Oscar per West Side Story. Tenco non digerì questa enorme delusione. E poco dopo, il festival».
In un certo punto dell’intervista mi hai detto una frase bellissima che potrebbe essere la citazione perfetta, me la vuoi ripetere?
«“Io sono molto più Tenco e Tenco è molto più me”… questa intendi?».
Sì, come ti è venuta?
«Certe cose mi vengono così…. (e lo dice sorridendo)»

Carlo Negri

INSERISCI UN NUOVO COMMENTO

Per lasciare un commento devi prima accedere alla community.

username
password
registrazione - dimenticato la password?


PLAYMATE 105 EDIZIONE 2012
Chi sarà la Playmate di settembre?

» Tutte le finaliste
» Le fotogallery
» Video prova 1 - PRESENTAZIONE
» Video prova 2 - PORTAMENTO (18/05)
» Video prova 3 - HUMOR (25/05)
» Video prova 4 - SEDUZIONE (01/06)
» Video prova 5 - STRIP (08/06)

VECCHIE EDIZIONI
» Playmate 105 edizione 2011
RICERCA
Cerca all'interno di playboy.it
MAGAZINE
PLAYBOY 35
Playboy 35 Abbonati a Playboy
Abbonati a Playboy in digitale
Acquista gli arretrati di Playboy
ARTICOLI PIÙ VISTI DELLA SETTIMANA
HOT TEN   visto 29370 volte!
ARRIVA AIDA YESPICA
 
MODA   visto 18672 volte!
VIOLANTE PLACIDO: LA DONNA DI L’ORÉAL PARIS
 
EVENTI   visto 18100 volte!
NON C'È SOLO BELEN RODRIGUEZ
 
MODA   visto 17433 volte!
AAA CERCASI ASSISTENTE PER NAOMI CAMPBELL
 
HOT TEN   visto 17119 volte!
LINGERIE FOOTBALL LEAGUE
FOTOGALLERY
HOT TEN
MICAELA SCHAEFER
L'incredibile modella ex gieffina tedesca, super hot
MICAELA SCHAEFER
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - LOVELYCHRISTA
Le foto di lovelychrista, una delle 20 ragazze che sognano d
PLAYMATE 105 2012 - LOVELYCHRISTA
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - ALISHAMODEL
Le foto di alishamodel, una delle 20 ragazze che sognano di
PLAYMATE 105 2012 - ALISHAMODEL
 
CINEMA
LAWRENCE SCHILLER, MARILYN AND ME
In uscita un libro della Taschen
LAWRENCE SCHILLER, MARILYN AND ME
VIDEO
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - LOVELYCHRISTA / PROVA 1
PRESENTAZIONE lovelychrista Il primo ostacolo da superare
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - ALICEINTHESKY / PROVA 1
PRESENTAZIONE aliceinthesky Il primo ostacolo da superare c
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - ARIANNACOSTA / PROVA 1
PRESENTAZIONE ariannacosta Il primo ostacolo da superare co
 
PLAYMATE 105 2012
PLAYMATE 105 2012 - BLONDDEVIL / PROVA 1
PRESENTAZIONE blonddevil Il primo ostacolo da superare cons
PLAYBOY.IT ON FACEBOOK

PLAYMEDIACOMANY.IT ON FACEBOOK

© Play Media Company Srl 2008 - 2012
Partita Iva: 05451201007
CHI SIAMO

Contatti redazione
Contatti pubblicità
Disclaimer
ABBONAMENTI / ARRETRATI

Playboy - Abbonamento
Playboy - Arretrati
Edizione digitale (PC, Mac)

Riviste Play Media Company
SEGUICI SU