SOCIETÀ

NEKNOMINATION, QUANDO IL GIOCO SI FA STUPIDO

Farsi riprendere mentre si bevono alcolici nelle situazioni più assurde: è l’ultima moda, pericolosa, sui social network. Ecco come reagiscono ragazzi e ragazze

Si chiama Neknomination l’ultima follia che corre sul filo dei social network. Funziona così: ci si attacca a una bottiglia contenente una bevanda alcolica o superalcolica e si beve nelle situazioni più assurde, mentre qualcuno riprende con uno smartphone. Si posta il video su Facebook e poi si nomina un amico, sfidandolo a fare qualcosa di ancora più pazzo, ovviamente mentre si tracanna un’altra bottiglia. Pena, l’umiliazione del nominato sui social network. Una follia pericolosa, nata in Australia e che ha già provocato due morti: un ragazzo di diciannove anni ha perso la vita a Dublino mentre cercava di attraversare a nuoto, ubriaco, un torrente gelato; un altro, in Inghilterra, per coma etilico. Ma ragazzi e ragazze si sfidano allo stesso modo? Vediamo.

I ragazzi

Ci si sfida non solo sulla quantità e velocità con cui si ingurgitano gli alcolici, ma anche sul modo più estremo di bere: così, c’è chi beve birra dalla tazza del water facendo la verticale, o chi tracanna bicchieri di vodka con dentro pesci rossi vivi. O ancora, chi si fa un frullato di gin e cibo per cani o peggio con un intero topo morto. Quasi sempre non si tratta di alcolizzati o di dipendenti dai social network. Più semplicemente, si tratta di ragazzi che hanno bisogno di assumere atteggiamenti provocatori e di rottura, magari per farsi accettare dal gruppo, oppure per cercare una propria identità individuale, sfidando i limiti. O, ancora, per sentirsi adulti. Internet è solo il mezzo con il quale queste follie (“bravate” è un termine un po’ troppo soft) si propagano. Autolesionismo, camminare sui binari del treno, perfino suicidi, esistevano anche prima dei social. Allo stesso tempo, però, la potenza di questi mezzi può generare una sorta di effetto-contagio, in grado di condizionare gli animi più influenzabili. Testa sulle spalle, ragazzi!

Le ragazze

Leicester, Inghilterra. Qualcuno riprende una ragazza che entra in un supermercato. È bella ed è avvolta da un impermeabile. Fa la spesa, mette gli acquisti nel cestino. Poi, con un gesto improvviso, getta il cestino in terra ed estrae una lattina da una tasca. Sembra birra. Ma mentre se la sta per portare alla bocca… con un gesto repentino si slaccia l’impermeabile e rimane in mutande e reggiseno, sfoggiando un completino intimo decisamente sexy. Se per i maschi la sfida si gioca sull’orlo della “pazzia” e del “mettersi alla prova”, una specie di coraggio deformato, per le ragazze le sfide quasi sempre si giocano sul lato sessuale. Bere seminude al bar o in un supermercato sembra la sfida preferita, ma vanno forte anche le bevute in piscina, ovviamente nude o giù di lì. Sembra che per farsi accettare – dai ragazzi, dalle amiche o semplicemente da sé stesse – le ragazze debbano mostrarsi più disinibite possibile, sfoggiando anche accessori fashion o super-costosi. Anche qui, è una deformazione: quella della sensualità

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