SOCIETÀ

The Big Interview: Raffaele Sollecito

A tu per tu con Raffaele Sollecito, fuori (o quasi) dall'incubo.

Il bacio maledetto tra Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Lui pugliese, lei americana. Entrambi studenti universitari. È il primo novembre 2007. Raffaele e Amanda si scambiano tenerezze nel giardino della villetta di Perugia, dove è appena stata massacrata Meredith Kercher. Un omicidio per il quale, nel corso dei successivi otto anni, Raffaele e Amanda verranno condannati, assolti, ricondannati e infine definitivamente scagionati dalla Cassazione.
Quel bacio riproposto migliaia di volte su giornali e tv – nel tempo ha fatto da sigillo a una storia insanguinata. C’è chi lo paragonò addirittura a una versione noir del celebre bacio di Klimt o del bacio di Hayez. Ma qui l’arte non c’entra; qui le uniche pennellate sono pennellate di crudeltà.
Raffaele Sollecito ha oggi 32 anni ed è ingegnere informatico. Ha accettato di ripercorrere con Playboy alcuni momenti-chiave della sua vita.

PLAYBOY: Potendo tornare indietro, ribaceresti Amanda a pochi metri dal cadavere di Meredith?

SOLLECITO: Quel bacio era solo il gesto di tenerezza verso una ragazza sconvolta per la morte della sua amica.

PLAYBOY: Niente di erotico, quindi.

SOLLECITO: Io conoscevo Amanda solo da pochi giorni.

PLAYBOY: Eppure per anni siete stati descritti dai media come i “fidanzati dalla sessualità morbosa”.

SOLLECITO: Il nostro aspetto era funzionale a una narrazione che non aveva nulla a che fare con la realtà e la verità.

PLAYBOY: Si scrisse perfino che andavate insieme a comprare biancheria sexy.

SOLLECITO: Se è per questo fummo descritti anche come consumatori abituali di droga. Tutte bugie. Ma che facevano comodo a chi doveva vendere copie di giornali o fare audience in tivù.

PLAYBOY: Ancora oggi c’è chi resta convinto che Meredith sia stata ammazzata nel contesto di un “gioco proibito”.

SOLLECITO: È una ricostruzione calunniosa verso una vittima innocente e offensiva per la famiglia Kercher. Meredith merita di essere ricordata per quella che era: una ragazza buona e generosa.

PLAYBOY: Per Amanda, nel corso degli anni, ci sono stati servizi fotografici in pose da top model e ospitate in tivù alla stregua di una star.

SOLLECITO: Su Amanda c’è stata una pressione folle. Reggere allo stress non era impresa facile.

PLAYBOY: Dopo un’altalena durata otto anni tra condanne e assoluzioni, com’è oggi la tua vita da uomo finalmente riabilitato dalla giustizia?

SOLLECITO: Una vita normale. Sognando un lavoro che mi dia soddisfazioni e una famiglia serena.

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In tutte le edicole solo con Playboy.
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