BERE

Birrificio Artigianale Veneziano. Diritto alla Birra

Nato nel 2010, il BAV è il primo birrificio artigianale in terra veneziana.

BAVNon sono poche le storie che sono davvero belle da raccontare.
Tuttavia alcune lo sono in modo particolare. Prendete ad esempio quattro ragazzi che messi insieme probabilmente non fanno un secolo di vita, che sanno coltivare un sogno non solo a parole, ma nei gesti e nella fatica quotidiana, che sanno ridere di fronte alle difficoltà, ma che non le sottovalutano. Aggiungeteci infine che producono ottime birre e avrete di fronte il Birrificio Artigianale Veneziano (BAV). I quattro, che all’anagrafe rispondono al nome di Rudy Liotto, Dario Bona, Luigi Zangrandi e Marco Vescovi, conducono con invidiabile entusiasmo la loro piccola, per ora, avventura nell’effervescente mondo della birra artigianale italiana. Lo fanno con l’apprezzabile filosofia di fare delle birre buone da bere, che detta così potrebbe sembrare una banalità ma che in tempi di etichette “flashanti”, nomi finto-alternativi e voli pindarici in tema di luppoli, spezie e “qualsiasi cosa faccia- mo la mettiamo in botte”, sono per davvero un sorso di pace e di libertà. La cifra stilistica del BAV è quella delle birre da bere fino in fondo alla pinta, non da “degustare” per poi lasciarle lì. Ergo, ecco allora la Miss P, pilsner da 4,5% vol fragrante e profumata, ideale per spegnere la sete. A qualsiasi ora questa si faccia sentire. Oppure la Strike, ipa da 5,8% vol che fa sì parte del grande fiume modaiolo delle birre luppolate ma se ne distingue proprio per la sua facilità
d’approccio e per la sua intrigante eleganza. Aggiungeteci poi la Lump, bitter inglese di appena 3,6% vol e la Dritta, pale ale da 4,5% vol e capirete le intenzioni dei ragazzi del BAV.

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