BERESTYLE

Bolgheri Rosso Superiore: un vino da poesia!

Dall'esperienza viticola del’azienda Giorgio Meletti Cavallari, un vino superiore, frutto eccellente di uve rarissime.

“Il viale dei cipressi che da Bolgheri, alti e schietti…” così cantava il Carducci, e quale luogo più di quel viale lungo e alberato è entrato nella nostra memoria di fanciulli! Un luogo quasi onirico, sognato, immaginato, eppure reale, che oggi si fa culla di una poesia fatta non solo di parole, ma anche di sensazioni, profumi e sapori. Tra la fitta vegetazione e gli alti cipressi nasce Impronte, etichetta del Bolgheri Rosso Superiore, un vino eccellente e raro, ispirato ai grandi rossi di Bordeaux, combinazione dei vitigni francesi Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Il nostro rammarico è che la gran selezione dei grappoli e le ridotte dimensioni dell’area cru, per dirla alla francese, ovvero particolarmente vocata a dare uve di grande qualità con una certa costanza, lo rendono un vino davvero raro.

Vigna Meletti

Questo capolavoro è frutto della fatica di Giorgio Meletti Cavallari, un giovane imprenditore di trentotto anni che nei quattro ettari del vigneto Campi di Piastraia, metà dell’intera proprietà viticola, ha riversato tutta la sua determinazione e la passione, che unendosi alla terra fertile hanno dato vita ad uve preziose.

Il capolavoro

Impronte1UVE: Cabernet Sauvignon 70%, Cabernet Franc 30%.
DENOMINAZIONE: Bolgheri Rosso Doc Superiore
SENSAZIONI: Rosso rubino intenso. Aromi di piccoli frutti rossi, liquirizia e foglie di menta. Sapore consistente e morbido.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16° – 18°
ABBINAMENTI: Carni in umido, selvaggina, formaggi a pasta dura e a media stagionatura
PREZZO MEDIO: 30 euro in enoteca

 

L’artista

Non c’era nulla, quando decisi di metterci le prime viti, solo rocce simili al galestro. Quando si spezzano si frammentano in lastre, dalle quali deriva il nome del luogo, che mi sembrava magico. È forse il vigneto più alto dell’area riservata ai quotati vini di Bolgheri, a tutto giovamento dei grappoli”.

Giorgio Meletti Cavallari, che oggi vanta 14 vendemmie alle spalle, è figlio d’arte e già da ragazzino trafficava tra i filari e annusava il mosto tra le botti di Grattamacco, illustre azienda fondata da suo padre. A 24 anni, dopo studi in agraria a Siena e le doverose esperienze in cantine altrui, comprese quelle della mitica californiana Napa Valley, decide di mettersi in proprio. Una sfida difficile, in un settore guidato da grandi imprenditori e grandi vini; un desiderio nato forse dal bisogno di sperimentare, di creare qualcosa di unico.

“Contavo su degli ottimi maestri, sulla scelta di terreni favorevoli e su una buona conoscenza di questi vitigni bordolesi che il marchese Mario Incisa della Rocchetta, il signor Sassicaia appunto, aveva per primo valorizzato”.

Il suo Impronte ha il tipico “taglio bordolese”, come venivano definiti un tempo i vini ottenuti dall’uvaggio di due Cabernet, ma a differenza di quei vini, Meletti non aggiunge il Merlot, puntando più sull’eleganza che sulla potenza. “Il mercato, sempre meno ammaliato dai vini ‘forti’, gradisce molto la scelta” spiega il padrone di casa, e infatti tra i circa venti Paesi dove il vino è distribuito c’è il particolare apprezzamento proprio dei palati fini francesi; come a dire: gli allievi superano i maestri.

Il luogo.

L’azienda Giorgio Meletti Cavallari (www.giorgiomeletticavallari.it) si trova a Castagneto Carducci (Livorno). Gli otto ettari ogni anno danno vita a 60 mila bottiglie (Cru Impronte, Borgeri Bianco, Borgeri Rosso e Rosato, anche loro a Denominazione d’Origine Controllata, Merlot e Syrah, e bianchi Viognier e Vermentino).

A Castagneto Carducci, lungo la via Bolgherese, si trova anche l’agriturismo Villa Bolgeri, (altra attività di Cavallari), un bellissimo edificio con una piscina davanti e un mare verde intorno, un luogo incantato per godersi una lunga e gustosa sosta (www.villaborgeri.it).

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