FOOD

HAMBURGER

Un prestito linguistico fra tedesco e inglese

Per alcuni il cibo degli Déi, per altri un infarto assicurato. È l’hamburger, il panino principe indiscusso del fast food americano che assieme alle alette di pollo fritte, porzioni maxi di patatine e bicchieroni di coca-cola fanno dell’America…l’America.

Doppio, con salsa, senza salsa, cetriolini, cipolle, formaggio, doppio strato di formaggio e chi più ne ha più ne metta, eccolo il cibo che accomuna tutti dallo studente, alla casalinga al manager. Ovunque lo si mangi ci si sporca le mani allo stesso modo: afferrandolo come se volesse scappare e addentandolo come se non ci fosse un domani (leccata di labbra con salsa inclusa). Nato in America? Naa… importato, come molte delle cose che si trovano in America e che noi a nostra volta reimportiamo dopo che sono state imbevute nel marketing USA.

Durante le grandi migrazioni verso il nuovo mondo dalla Germania e precisamente dal porto di Amburgo partivano i migranti tedeschi in cerca di fortuna. E cosa mangiare durante il viaggio se non le locali polpette di carne bovina? Giunte in America il successo non ha tardato ad arrivare diffondendosi col nome di Hamburger steak. Dopo qualche rielaborazione nel corso del tempo si arriva al 1902 con una descrizione della ricetta molto simile al moderno hamburger, quello che mangiamo tutti noi accompagnato da patatine, coca-cola e la consapevolezza che ci stiamo facendo del male, soprattutto a fianchi, glutei, pancia e cuore. Ma se Leopardi nel suo infinito affermava “E il naufragar m’è dolce in questo mare” anche noi qualche volta possiamo naufragare in quella esplosione di sapori che solo un Hamburger può darti. God bless America.

CURIOSITÀ

Con 13 miliardi di panini consumati all’anno, gli americani si aggiudicano il primo posto (e anche la prima causa di infarto) tra i maggiori consumatori dell’hamburger. Se si dovessero metterli uno a fianco all’altro circonderebbero la terra 32 volte.

Già nel 1889 il giornale Walla Walla Washington newspaper, si occupò del sempre più dilagante fenomeno hamburger. Mentre per gli amanti del formaggio, dobbiamo aspettare il 1920 quando un giovane cuoco di Pasadena aggiunse una sottile fettina di formaggio al panino che stava preparando. Un urrà per il cuoco: Urrà.

In guerra si sa si è nemici in tutto, anche nel cibo. Durante la Prima Guerra Mondiale, per un breve periodo l’hamburger cambiò il suo nome in un più “americano” Liberty Sandwich… Poco suscettibili questi americani se pur di non usare la parola tedesca se ne inventano un’altra.

Il paninazzo da zio De Paperoni russo? Quello con tartufo, foie gras e la pregiata carne di Kobe, il manzo giapponese che la leggenda lo vuole alimentato a birra e massaggiato con sake, ma non preoccupatevi, non è alcolizzato, in realtà mangia principalmente grano. Dove mangiarlo? Il panino non la biada, beh se avete tempo e soldi potete passarvi una serata a Las Vegas e per cinquemila dollari potete ordinarlo dalle cucine del casinò.

E che dire del primo hamburger “artificiale” creato in un laboratorio olandese, altro che roba da casinò, qui il prezzo non ci è dato sapere, ma possiamo immaginare l’ansia da cottura che deve aver investito lo chef tristellato Heston Blumenthal, quando dopo anni di ricerca gli è stato consegnato come una reliquia il prezioso hamburger da cuocere. E come Homer Simpson possiamo solo esclamare: Miticoo

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