TECNOLOGIA

CES 2016: L’auto del futuro è della Bosch

Al CES 2016 la Bosch ha presentato un'auto che ha dell'incredibile.

Colori che cambiano in base alle funzioni a cui sta lavorando, connessione con la casa, sistema di memorizzazione preferenze e, ovviamente, guida automatica. Stiamo parlando del nuovo prototipo di vettura intelligente presentato da Bosch al CES 2016, e stavolta sembra davvero l’auto del futuro.
Il modello presente alla manifestazione era dotato al suo interno di un prototipo reale di come funzionerà questo gioiello di tecnologia, che a quanto pare appartiene a un futuro prossimo.

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Ecco alcune delle funzioni dell’auto del futuro.

1. Display interno che mostra tutte le funzioni in base al contesto. Lo schermo cambia colore a seconda del tipo di informazione in arrivo (Se stai guidando, ad esempio, si illumina di rosso per segnalare la presenza di pedoni in attraversamento).

2. Connessione. È dotata di un sistema che consente di connettersi sia ad altre macchine che al proprio appartamento e di attivare funzioni a distanza, come accendere il riscaldamento.

3. Grazie alla connessione è anche possibile fare videoconferenze in movimento, ovviamente attivando il sistema di guida automatica (a seguire i dettagli).

4. Memorizzazione. Il sistema memorizza le preferenze del guidatore e le anticipa in automatico. Navigatore, informazioni sul traffico per andare in ufficio, ecc.

5. Pilota automatico. Sarà pronto nel 2020 e sarà dotato di sensori che si collegano a quelli delle altre auto in modo da creare una sorta di mappa di quello che avviene lungo la strada. Anche il parcheggio sarà automatico, la potrai addirittura lasciare dando le istruzioni tramite un’app.

6. Retrofit eCall. Un sistema di allarme che si può mettere su qualsiasi auto dotata di presa USB e che si collega allo smartphone inviando il segnale d’allarme in caso di necessità.

7. Dulcis in fundo, ritornando allo schermo interno, è lui il vincitore del CES 2016 Innovation Award.  È intatti dotato di Feedback Aptico, una magia che da la sensazione a chi lo utilizza di avere dei tasti sotto le dita, per rendere più intuitivo quello che si sta facendo, senza dover distogliere lo sguardo dalla strada e quindi senza distrarre dalla guida.

C’è poco da dire, una volta Blade Runner era fantascienza, tra un po’ potrebbe essere un documentario! Noi ci auguriamo solo una cosa: se proprio devono esserci dei replicanti, che almeno siano della gran f….

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